Crisi e macerie: in sei mesi hanno chiuso 241 aziende

I dati della Camera di Commercio di Brescia parlano chiaro: 241 aziende in meno da gennaio a giugno, e a poco serve l'inversione di tendenza che anticipa l'estate. Crisi nera per le imprese bresciane

Anche questo, il segno inesorabile di una crisi che non si ferma. E non bastano tre mesi a mettere a posto le cose, i dati della Camera di Commercio di Brescia parlano chiaro. Nel primo semestre del 2014 in tutta la provincia si contano 241 imprese in meno: 4026 nuove iscrizioni alla Cdc contro 4267 cessazioni. La musica non cambia, neanche in città: 881 società che si lanciano nel mondo del lavoro, 939 che invece chiudono i battenti.

Tra aprile e giugno quella che potrebbe sembrare un’inversione di tendenza: 1725 nuove imprese contro 1364 che ‘mollano’. Ma che secondo gli esperti dell’Ufficio Statistica della Cdc bresciana si tratterebbe di un ‘classico’ in vista dell’avvicendamento dell’estate. E non tutte le imprese che aprono anticipando i calori estivi poi effettivamente l’estate la concludono.

Così l’ottimismo svanisce subito. Perché facendo un salto indietro nel tempo, esattamente un anno fa, si scopre che la tendenza alle chiusure è addirittura in aumento: nel primo semestre del 2013 il saldo negativo arrivava ‘solo’ a sfiorare le 200 unità.

Il viaggio nella vasta provincia bresciana conferma le tendenze degli ultimi anni. Imprese che chiudono a Lumezzane, e lungo tutta la ‘linea ovest’, e quindi Ospitaletto e Palazzolo. Resistono Desenzano e Sirmione, trascinate dal turismo anche se troppo spesso solo stagionale.

Anche a livello ‘micro’ l’Italia del lavoro paga i problemi di una lenta ristrutturazione. In attesa del job act dal sapore tedesco, nel Belpaese permane la tendenza al ‘nanismo’ d’impresa: pochi dipendenti e poca innovazione, la crisi che si combatte a colpi di salari bassi. Ma inesorabile è il segno di questa crisi, che come sempre ai ‘nani’ preferisce i ‘giganti’.

Oppure le novità: l’unico vero 'buon segno' riguarda le cosiddette imprese non classificate, quasi 500 in più le nuove aperture. Non classificate o perché multifunzionali, o perché in Cdc non esiste ancora un codice adatto alle nuove professioni.

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