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Crisi inarrestabile: da inizio anno più di 1.000 licenziamenti al mese

Secondo i dati Cisl, nel bresciano da inizio anno sono state licenziate 3.538 persone, il 49% in più rispetto allo stesso trimestre del 2011: "C'è una grande bugia attorno alla questione dei licenziamenti economici al centro del dibattito politico"

Dall'inizio dell'anno, secondo i dati forniti dalla Cisl, in provincia di Brescia sono state licenziate 3.538 persone, il 49% in più dello stesso trimestre del 2011. Si è trattato di licenziamenti collettivi per riduzione di personale o cessazione di attività in aziende grandi e piccole (con meno di 16 dipendenti), un dramma che dal 2008 vede una costante conferma e crescita.

C’è una grande bugia attorno alla questione dei licenziamenti economici al centro del dibattito politico e sociale di questi giorni – afferma Paolo Reboni della Segreteria della Cisl di Brescia – Non si spiegano in altro modo il numero esorbitante di licenziamenti registrati nel nostro territorio nei primi tre mesi dell’anno”.

“Davanti a questi dati serve un deciso cambio di passo sulla strada della crescita e dello sviluppo – spiega ancora Reboni –. Tutti i soggetti pubblici e privati devono riorientarsi rapidamente per offrire politiche attive per il lavoro per dare occupazione il più velocemente possibile a chi ha perso il lavoro o chi lo cerca per la prima volta”.

"Deve finire - conclude - il ritornello di coloro che sostengono che la possibilità del reintegro in caso di licenziamenti economici senza fondamento creerebbe rigidità al sistema perchè in Italia è difficile chiudere un’azienda anche quando non ha più mercato."
 

(fonte: Cisl)

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