A Brescia l’onda islam del commercio: +445% in dieci anni

I dati della Camera di Commercio di Milano sulla Regione Lombardia: dal 2001 ad oggi oltre 17mila aziende in più. Brescia si conferma un fortissimo polo di attrazione, seconda solo al capoluogo lombardo. E la crescita continua

La Camera di Commercio di Milano ha elaborato i dati contenuti nel registro imprese, dal primo trimestre 2001 al primo trimestre 2011, per sottolineare dati alla mano la forte espansione di quella che è già stata definita come la via islamica al commercio. Se ieri il Corriere della Sera titolava ‘L’azienda Islam vola in Lombardia’ è perché i titolari di imprese lombarde che provengono da Paesi islamici sono in aumento costante, tanto da produrre ricchezza per cifre superiori a dieci miliardi di euro, distribuiti in oltre 23mila aziende in tutto il territorio regionale. Numericamente Milano non ha rivali (9532 imprese registrate), mentre a livello percentuale la Provincia che è cresciuta di più è quella di Lodi (+579%): Brescia, che stando ai dati nazionali è l’area con il più alto tasso di immigrati regolari per numero di abitanti, è la seconda a livello puramente quantitativo e la quarta (dietro anche a Como e Cremona) in termini di variazione percentuale rispetto all’ultimo decennio. Con questi ritmi, e con questi dati, stiamo assistendo ad un’espansione forse superiore a quella delle prime grandi ondate migratorie verso la Lombardia, i movimenti tutti italiani che portarono centinaia di migliaia di lavoratori del Sud Italia nelle ricche zone del boom economico del Settentrione.

Ad oggi in Lombardia vi sono 23mila 315 aziende ‘islamiche’ regolarmente registrate alla Camera di Commercio: 17mila 477 in più rispetto al 2001, il 299% in più rispetto a dieci anni fa. In Italia il dato è appena più basso ma comunque molto significativo, e supera il + 260%. Brescia e Bergamo si confermano due fortissimi poli di attrazione, con tante nuove imprese a nome straniero nei settori dell’edilizia, della costruzione specializzata, del commercio al dettaglio, della ristorazione (vedi pizzerie e kebab), con risultati sorprendenti anche tra parrucchieri e agenzie di viaggio.

A Brescia nel 2001 vi erano solo 581 aziende in cui i titolari fossero di religione o di cultura prevalentemente islamica, ora sono quasi 3mila e 200, 2588 in più. Il peso percentuale di Milano sul totale della Lombardia è ovviamente sproporzionato (40,9%), Brescia è però al secondo posto in graduatoria con l 13,6%, meglio di Bergamo (9,4%), Varese (6,7%) e Como (6,2%). Ma è un bene o un male? Questo è il libero mercato, questa è la concorrenza.

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