Case demolite, sottopassi, nuovi ponti: così la Tav cambierà Brescia

Per la nuova tratta dell'alta velocità (che arriverà a Brescia) si prevede il quadruplicamento dei binari rispetto alla linea esistente: tutti i dettagli del progetto da oltre mezzo miliardo

La nuova ferrovia di fianco al parco di Via Maggi

Il supertreno è pronto ad approdare anche a Brescia: è stato presentato lunedì, alla Camera di Commercio, il progetto preliminare del collegamento tra la città e la linea ad alta velocità che in questi mesi si sta già muovendo dal lago di Garda fino a Mazzano (in tutto 48 chilometri, a partire da Verona, che diventeranno 60 considerando il tratto conclusivo fino a Brescia). Seppure nella sua fase embrionale, il progetto è già molto chiaro: la nuova tratta del Tav (acronimo di Treno ad alta velocità) si affiancherà al percorso esistente con un quadruplicamento dei binari (che si spiega già da sé).

Espropri da Brescia a Rezzato

Certo il supertreno non potrà che lasciare il segno: ad oggi si stimano almeno una decina di edifici che dovranno essere demoliti, tra cui alcune palazzine e case abitate, e oltre a questi anche un'altra dozzina di immobili di vario tipo e misura (dalle centraline elettriche ai semplici capannoni). Sono dunque annunciati espropri sia a Brescia che nella vicina Rezzato: il tracciato (di circa 10 chilometri) partirà dalla città per arrivare fino a Mazzano. Forse anche per questo sono è già stato presentato l'ampio ventaglio di opere compensative.

Parchi e non solo: tutte le opere

Come riferisce Rfi, Rete ferroviaria italiana, si prevede la realizzazione di 5 nuovi sottopassi pedonali “che ridurranno l'effetto barriera delle ferrovia, connettendo i diversi quartieri della città e favorendo l'accessibilità al verde pubblico”, oltre che l'adeguamento e la riqualificazione di 6 sottopassi esistenti. A questi si aggiungono quasi 6 chilometri di nuove piste ciclopedonali, e altri 3 che saranno riqualificati: non da meno gli interventi annunciati nei parchi, per quasi 40mila metri quadrati.

Meritano menzione, sicuramente, i quasi 10mila mq di “riqualificazione e ampliamento” del Parco Kolbe, in tutta la zona del Foro Boario, e il sostanzioso intervento (con tanto di pista di atletica e nuovo sottopasso) al parco di Via Maggi, il nuovo sottopasso ciclopedonale (e non solo) al Parco Ducos, il restyling al Parco Garza. Infine, valgono circa 10mila mq anche gli interventi per nuove aree verdi e di riqualificazione degli orti urbani già esistenti.

Cantieri al via entro il 2023

I tempi di realizzazione sono già (più o meno fissati): la posa della prima pietra di cantiere è stimata per il 2023 – nel frattempo si proseguirà con la progettazione, che dovrà diventare prima definitiva e poi esecutiva – per la conclusione dei lavori nel 2026, con l'arrivo a Verona e il completamento di tutta la tratta (compresa, ovviamente, la Tav su cui si sta lavorando sul Garda bresciano e veronese: l'opera più complessa, la galleria tra Lonato e Desenzano, verrà scavata con una maxi-talpa di produzione cinese). Per realizzare il tratto cittadino (salvo imprevisti) serviranno poco più di 550 milioni di euro.

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La protesta dei No Tav

Con il via libera del progetto preliminare non sono mancate, ovviamente, le polemiche. Il Coordinamento No Tav Brescia-Verona si è riunito proprio lunedì pomeriggio fuori dalla Camera di Commercio, portando anche le testimonianze di alcuni probabili espropriati. “Vogliamo ricordare all'amministrazione comunale che ci siamo e ci saremo – si legge in una nota dei No Tav – e che come sempre stanno escludendo la popolazione dalle decisioni, con un'ennesima presentazione a porte chiuse riservata a pochi e senza possibilità di confronto”.

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