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La prima birra della Valcamonica: «Lo spirito della Montagna»

Dopo la Pitota anche la Stria: le novità dell'inverno sono le birre targate Valcamonica, in arrivo da un birrificio di Sellero gestito da tre giovanissimi ragazzi di Capo di Ponte, la terra delle incisioni rupestri

La novità della stagione invernale arriva anche in questa occasione dalla Valcamonica: dopo i primi ‘esperimenti’ gastronomici e non della coltivazione in quota dello zafferano, dal birrificio camuno Balanders’ la prima birra autoctona, da un’idea di tre giovani ‘creativi’ di Capo di Ponte e Sellero.

In ordine cronologico alla ‘Pitota’, che ovviamente richiama il nome delle celebri incisioni rupestri, ha fatto seguito la ‘Stria’, la birra rossa da poco più di 5 gradi che è stata ufficialmente presentata ieri sera, in quel di Darfo Boario Terme.

E se non vi basta il gusto, c’è pure un certo alone di ‘mistero’: tutte le birre Balanders’ infatti sembrano intrise del cosiddetto ‘Spirito della Montagna’, quell’aura misteriosa – raccontano i protagonisti – che ogni volta “attrae il nostro sguardo, suscitando in noi stupore”.

“Gli stessi sentimenti che proviamo quando, come in un rituale, sapientemente dosiamo tra loro acqua, malto e luppolo. Un’essenza antica offuscata da un velo di magia”. Che non ci sia lo ‘zampone’ di Kernunnus aka Cernunnos, antica divinità delle valli 'celtiche'?

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