Economia

I killer del bilancio a Brescia: partiti e stato italiano (1^ PARTE)

"In primavera la Giunta Paroli ha scelto di non presentare il bilancio preventivo 2013, condannando così la città all'esercizio provvisorio"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BresciaToday
Il 16 luglio si è svolto il secondo Consiglio comunale a maggioranza di centrosinistra, dopo la recente elezione a Sindaco dell'On. Del Bono, e il dibattito, molto acceso, è stato monopolizzato dalle comunicazioni urgenti dell'Assessore al Bilancio Panteghini sul disavanzo di 31 milioni di euro che mette il Comune addirittura a rischio commissariamento.
 
La nuova maggioranza ha attaccato frontalmente la Giunta uscente di centrodestra, accusandola di essere stata a conoscenza da marzo di questo disavanzo, ma di non aver deciso nulla, per paura che qualsiasi intervento in termini di maggiore tassazione l'avrebbe penalizzata nel delicato contesto pre-elettorale.
 
In primavera la Giunta Paroli ha scelto di non presentare il bilancio preventivo 2013, condannando così la città all'esercizio provvisorio (nel corrente anno si spende in ogni mese quanto speso nel 2012 diviso per dodicesimi) : il risultato è che nel mese di luglio è già stato speso l'88% della spesa impegnata!
 
Lo squilibrio tra entrate e uscite correnti risalirebbe già all'anno scorso, visto che il consultivo 2012 si chiuse formalmente in pareggio, ma, al netto di entrate non ripetibili, avrebbe riportato un disavanzo di 16 milioni di euro.
 
Gli esponenti della ex maggioranza dal canto loro hanno accusato il centrosinistra di fare ancora campagna elettorale e di non dire nulla di nuovo, sfidando la Giunta Del Bono a fare ciò per cui è stata votata, cioè trovare soluzioni ai complessi problemi di bilancio che una città come Brescia condivide con tante altre grandi città.
 
L'ex Sindaco Paroli ha inoltre ricordato che negli stessi mesi dell'anno scorso il Comune aveva l'onere di trovare risorse pari a 71 milioni di euro per rispettare i vincoli del patto di stabilità e anche grazie a operazioni straordinarie (e all'aumento delle aliquote IMU) riuscì a centrare l'obiettivo fissato dal patto.
 
Se è vero che in primavera la Giunta Paroli è rimasta inerte, ad oggi la nuova Giunta Del Bono ha evidenziato un comportamento non dissimile, dal momento che in sede di Consiglio comunale non è stata annunciato e nemmeno abbozzato un bilancio preventivo che possa rispondere prontamente alla descritta situazione emergenziale.
 
Il Sindaco per la verità si è limitato a promettere che non violerà il patto di stabilità e che le soluzioni della nuova Giunta saranno di tipo strutturale, mentre l'Assessore al bilancio poco prima si era lasciato scappare che "il momento cruciale sarà quello delle dismissioni": ma quando? di quali beni? e soprattutto come? sarà chiesto il parere dei cittadini sul progetto di alienare beni comunali?
Questo classico rimpallo di responsabilità, messo in atto dalla vecchia e nuova maggioranza, mi ha ricordato i polli di manzoniana memoria, i quali si beccavano tra loro e non si rendevano conto che, mentre litigavano stoltamente, venivano portati al macello.
Nel nostro caso, i polli hanno l'aggravante di essere i diretti responsabili del loro destino.
 
E' doveroso infatti ricordare che gli esponenti bresciani di centrodestra e centrosinistra sono l'espressione a livello locale di quegli schieramenti politici che governano lo Stato italiano, schieramenti che negli ultimi anni non fingono nemmeno più di essere alternativi gli uni agli altri, visto che la destra e la sinistra italiane hanno sostenuto insieme il governo Monti e ora governano insieme nell'esecutivo Letta.
 
E coerentemente questi esponenti politici locali dei partiti italiani litigano sul Bigio, sul bonus bebè e sui nomi da dare alle commissioni consiliari (è successo pure questo martedì!) ma guardacaso non contestano le leggi italiane (votate a Roma dai loro compagni di partito) che stringono lentamente il cappio intorno al nostro Comune.
 
Infatti nessuno in Consiglio comunale (neppure i consiglieri leghisti) ha contestato il continuo taglio dei trasferimenti dello Stato italiano al Comune di Brescia (un vero tracollo: dai 39 milioni di euro del 2011 e dai 17 milioni del 2012 si è passati ai miseri 7 milioni del 2013) e criticato l'esistenza stessa del patto di stabilità, quel patto che in realtà non è un patto, ma l'imposizione del governo centrale agli enti locali di determinati obiettivi di bilancio, non per creare un equilibrio nelle finanze locali (tanto è vero che il patto di stabilità vieta ai Comuni di spendere anche i soldi che hanno in cassa) ma per imporre ai Comuni di creare una liquidità che non potranno spendere perché serve allo Stato centrale per sanare il deficit pubblico.
 
Vecchie e nuove Giunte di destra o di sinistra saranno sempre più costrette a ingegnarsi per far quadrare i conti, aumenteranno le tasse locali, svenderanno il patrimonio pubblico comunale, taglieranno i servizi pubblici, nei Consigli comunali voleranno gli stracci tra maggioranza e opposizione, che polemizzeranno tra loro sull'aumento di una aliquota o su un disequilibrio di bilancio, ma nessuno di questi partiti contesterà MAI la fonte di questo lento sfacelo, cioè lo Stato italiano che ci deruba delle nostre risorse e ci impedisce di spendere con decisioni autonome quei pochi denari che pietosamente ci trasferisce.
 
Altro che patto di stabilità italiano, il Comune di Brescia e tutti i Comuni Lombardi avrebbero bisogno di un patto di solidarietà Lombardo: le nostre istituzioni comunali esistono da secoli, prima dello Stato italiano, e continueranno ad esistere in futuro se decideranno di dichiarare unilateralmente la propria indipendenza per la creazione di una futura Confederazione Lombarda basata sulle libertà dei Comuni stessi; in caso contrario, il cappio finanziario al nostro collo si stringerà sempre di più, fino alla nostra morte.
 
Dario Pederzani
Pro Lombardia Indipendenza
www.prolombardia.eu
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