Betty Concept: il made in Brescia firmato da una vietnamita

Alzare la serranda in tempi di crisi, proponendo solo capi unici e artigianali, per dimostrare che con con il "fatto a mano" si può ancora campare. È questa la sfida di Betty Thu Trinh, stilista 32enne di origine vietnamita, che ha inaugurato suo il negozio-laboratorio "Betty Concept" in contrada del Carmine, al civico 9

Betty Concept lab&store © Bresciatoday.it

Tra stoffe e macchine da cucire Betty Thu Trinh (nome che in vietnamita significa autunno pulito) ci è nata e cresciuta.Una passione “ereditaria”: sua  mamma, scappata insieme al marito dal Vietnam del Nord durante la guerra ed arrivata a Brescia da rifugiata, è una sarta. Una  vocazione che Betty ha trasformato nel suo lavoro e che ora condivide con la famiglia, gli amici e le donne della sua terra d'origine.

Ma anche la mamma di Betty l'ha guardata con un pizzico di incredulità e preoccupazione quando le ha annunciato che avrebbe aperto un negozio in contrada del Carmine, a Brescia. Per di più di pezzi unici, rigorosamente hand made. Ma il negozio-laboratorio è un concept in cui la stilista 32enne non ha mai smesso di credere. Ed è, anzi, la sua personalissima sfida. Una scommessa che Betty porta avanti con passione e coraggio, oltre che con una strategia ben ideata. Abbattere completamente le distanze tra produttore e consumatore, accorciando nettamente la filiera, per garantire la qualità e l'originalità di capi che sono per tutte le tasche e taglie. Rivolgendosi, principalmente, ad un target per lo più dimenticato dai marchi famosi e dalla grande distribuzione: quella delle donne over 40.

Il  lab&store di Contrada del Carmine è il punto d'arrivo di un percorso iniziato alla festa di Radio Onda d'Urto, più di 10 anni fa: “Avevo 18 anni tanto entusiasmo, tanti sogni e pochi euro - racconta Betty- . Era Agosto ed ero decisa a partire per il Vietnam, volevo conoscere e capire le mie origini, e la Festa Radio Onda d'Urto a Brescia mi dette l'opportunità di vendere i primi capi realizzati da me. Rientrata in Italia ho cominciato a lavorare nelle aziende di grande distribuzione in cui ho fatto la stilista e la modellista è ho avuto una visione globale. Poi, avevo bisogno di sviluppare la mia individualità e personalità e sono andata a Londra, dove avevo un banco fisso al mercato di Brick Lane. E  li ho capito qual'era la via giusta: avvicinarsi al cliente, ascoltarlo, farlo sentire unico.   Poi sono tornata a Brescia, perché la vera sfida era aprire un negozio qua. Ho scelto il Carmine perché non è un luogo di passaggio e vorrei far riscoprire questo quartiere alle mie clienti acquisite che mi seguono nelle fiere che faccio e sul mio sito internet. Ogni indumento che io produco è disponibile solo in unica taglia ed è stato progettato per adattarsi perfettamente a tutti. Non ha davanti o dietro, sotto o sopra ed è reversibile. Una giacca corta può essere un cappotto, un paio di pantaloni una maglia. Indossare un abito diventa un gioco, per essere diverso ogni giorno ma sempre unico."

Tutti i capi sono ideati, disegnati e prodotti da Betty e dalla madre, mentre i tessuti sono tutti made in Brescia. Eccezion fatta per le sciarpe in seta prodotte da una cooperativa tutta al femminile del nord del Vietnman, che Betty sostiene.

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