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Buco da 30 milioni di euro, 10 anni dopo: condannati imprenditori e dirigenti

Forse la parola “fine” sulla vicenda del crac finanziario del caseificio Stabiumi che fu di Azzano Mella: la storia si concluse con un “buco” di oltre 30 milioni di euro. Tutte le condanne

Bancarotta fraudolenta, evasione fiscale, falso in bilancio, varie distrazioni patrimoniali: sono queste le accuse pesantissime nei confronti di proprietari e dirigenti dell'ex caseificio Stabiumi di Azzano Mella, storico marchio conosciutissimo dentro e fuori la nostra provincia, affondato dopo un lungo travaglio finanziario fino ad arrivare a un “buco” di oltre 30 milioni di euro.

Si è conclusa mercoledì mattina a Brescia il processo sul crac della società “Caseificio Stabiumi Giacomo Spa”, a quasi 10 anni dalla dichiarazione di fallimento. Oltre a padre e figlio proprietari dell'azienda sono stati condannati (con patteggiamento) anche il presidente del collegio sindacale dell'azienda e un dirigente considerato come un “tuttofare”.

Le condanne nel dettaglio: 3 anni e 6 mesi a Onorato Stabiumi, il figlio, e 2 anni e 6 mesi a Giacomo Stabiumi, il padre e storico proprietario. Il primo rimase tre settimane in galera, il secondo (per problemi di età avanzata) non fece neanche un giorno intero.

Con il processo di lunedì hanno patteggiato una condanna di 3 anni anche Giuseppe Gardoni (ex presidente del collegio sindacale) e di 1 anno e 10 mesi Celestino Assoni. Prima di loro, solo pochi mesi fa, erano stati condannati a 4 anni Pierluciano Aldovrandi, consulente finanziario, e a 1 anno e 6 mesi Salvatore Granatello, dirigente.

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