Azienda fallita, buco da 30 milioni: dopo gli arresti altri 6 rinviati a giudizio

Ecco i nomi della nuova richiesta di rinvio a giudizio a margine delle indagini sul fallimento del caseificio Stabiumi di Azzano Mella. Tra questi anche Onorato Stabiumi e il figlio Giacomo. Tutte le accuse

In tutto si conterebbero già 6 richieste di rinvio a giudizio a margine del fallimento del caseificio Stabiumi di Azzano Mella. Le indagini erano state avviate addirittura nel 2008, mentre l’azienda venne dichiarata fallita circa tre anni più tardi, nel 2011. E a pochi mesi dal fallimento, gli arresti. Il “buco” accertato avrebbe superato i 30 milioni di euro. Ora l’inchiesta prosegue: ecco i nomi.

Nelle richieste di rinvio a giudizio ci sarebbe parte della “storica” proprietà, ma anche componenti del collegio sindacale. Tra questi Onorato Stabiumi e il figlio Giacomo, già arrestati nel 2011, il loro consulente Pierluciano Aldovrandi, Celestino Assoni, Salvatore Granatello, Giuseppe Gardoni, ex presidente del collegio sindacale.

Queste invece le accuse: bancarotta fraudolenta, dichiarazione infedele, evasione fiscale, false comunicazioni fiscali. Si avvierebbero invece verso l’archiviazione le accuse mosse ad altri tre volti noti della famiglia Stabiumi: Amato, Clara e Ginevra.

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