Giovedì, 24 Giugno 2021
Economia

Allarme aviaria in Emilia Romagna, Lombardia non contaminata

Individuati quattro focolai del ceppo H7N7, che fa superare la soglia del milione di animali da abbattere

Al momento gli allevamenti contagiati dall'influenza aviaria rimangono quattro mentre continuano i controlli previsti per verificare tutte le situazioni a rischio. Esclusi pericoli per l'uomo.

E' quanto è emerso dall'incontro di giovedì fra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin con le autorità sanitarie della Regione Emilia Romagna, interessata ai focolai di influenza aviaria, e delle regioni Friuli Venezia Giulia, Lazio, Marche, Lombardia, Umbria e Veneto, dove i controlli epidemiologici hanno dato esito negativo. In Emilia, invece, per 65.000 tacchini sani in località Portoverrara di Portomaggiore (Ferrara) è stato ordinato l'abbattimento: si trovavano nell'allevamento della società Mixa, parte del sistema Amadori. Con gli altri tre focolai, saranno in tutto un milione di animali da abbattere.

In considerazione della situazione attuale, i rappresentanti delle Regioni presenti e i produttori, ha fatto sapere il ministero, hanno condiviso le misure di controllo finora adottate per far fronte alla malattia, in linea con quanto ratificato dalla Commissione europea lo scorso 26 agosto, e tenuto conto della necessità di assicurare la tutela e la messa in sicurezza del settore avicolo.

Le misure consistono nella regolamentazione dei movimenti del pollame vivo e delle uova dalle zone a rischio, da riconsiderare in attesa della evoluzione della situazione epidemiologica.

Il Ministero della Salute, con il Centro di referenza nazionale e la Regione Emilia Romagna, valuteranno di volta in volta la possibilità di derogare alle misure. Il ministro Lorenzin si è impegnato ad attivare procedure rapide per quanto riguarda l'indennizzo dei danni diretti ai focolai concordando con i ministri degli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi e delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo interventi sulla Commissione europea per i danni subiti dagli allevamenti non colpiti dai focolai ma interessati dalle misure di restrizione.

Il rappresentante della Commissione Europea Alberto Laddomada ha confermato la disponibilità a garantire una rapida applicazione delle misure comunitarie che prevedono una percentuale di indennizzi. "Come già evidenziato dal Centro europeo di prevenzione e controllo delle malattie (Ecdc) e dalla Commissione europea - si legge nel comunicato diffuso dopo l'incontro - il consumo di carne di pollame e di uova in commercio è sicuro e quindi non vi sono motivi ostativi al loro consumo. Si ricorda che una delle misure previste per l'estinzione dei focolai prevede la distruzione e i volatili presenti negli allevamenti colpiti e delle loro uova".

Coldiretti stima in oltre 10 milioni i danni diretti e indiretti al settore, derivanti anche dai limiti per la movimentazione dei capi dettati dalle norme di salvaguardia.

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