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Venerdì, 12 Agosto 2022
Economia

Mazzette da migliaia di euro in cambio di appalti: in manette anche un bresciano

Sono ben 14 le persone arrestate dalla Guardia di Finanza nell'ambito di una vasta indagine sugli appalti lombardi: imprenditori bergamaschi e calabresi uniti in un vero "sistema"

La società non risulta negli atti dell'indagine, ma Lonardoni invece sì: anche lui è stato arrestato. In manette anche il “faccendiere”, il 70enne bresciano Alessandro Raineri: anche lui avrebbe ricevuto denaro in cambio di un “impegno pratico” nel ridurre i problemi “a livello istituzionale”. E tutto intorno un sistema ben oliato.

Un vero “tète a tète” tra imprenditori bergamaschi e calabresi, con presunte infiltrazioni della 'ndrangheta. Un sistema in cui il gruppo di aziende edili coinvolte riusciva a spartirsi la gestione degli appalti e dei subappalti: mazzette, regali, favori e quant'altro ai dirigenti delle società appaltatrici.

Tra le 14 persone arrestate dalla Guardia di Finanza, spicca il nome di quello che era considerato il “centro” del sistema: l'imprenditore bergamasco Pierino Zanga. Ecco tutti gli altri nomi: gli imprenditori Salvatore Piccoli e Venturino Austoni, il primo di Catanzaro e il secondo di Bergamo.

Sarebbero in qualche modo legati alla 'ndrangheta Antonio Stefano e Graziano Macrì. Poi, due “teste di legno”: Pierluigi Antonioli e Giuseppe Colelli. Infine, ai domiciliari, Massimo Martinelli (dipendente della Nord-Ing), Gianluca Binato e Livio Peloso.

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