Martedì, 28 Settembre 2021
Economia Montichiari

Save: cessione Generali, in sospeso l'offerta sulla Catullo

Lo scalo di Venezia resta però italiano. In sospeso il dossier Catullo

I giochi sono quasi fatti e le parti sono vicine ad un accordo per il destino dell'Aeroporto di Venezia, che resterà in mani italiane nonostante l'uscita di scena di Generali, con un'operazione che consente di bloccare le mire espansionistiche dell'Hub di Francoforte, interessato al dossier.

E' quanto si apprende da ambienti finanziari da cui risulta che "l'accordo è vicino e potrebbe esserci già oggi'', mentre sono in corso le ''ultime rifiniture sui dettagli".

In pratica, secondo lo schema a cui le varie parti stanno lavorando nello studio milanese del professor Piergaetano Marchetti, i passaggi di mano tra i soci (Generali, Finint e Morgan Stanley), avverrebbero a monte della catena di controllo dell'Aeroporto Marco Polo, all'interno della holding Agorà Investimenti, che controlla il 40,12% di Save attraverso Marco Polo Holding, posseduta al 99,99%.

In particolare Generali cederebbe il proprio 33,49% di Agorà alla Finint di Enrico Marchi, presidente e Ad di Save, che ne controlla già il 50,11%. Quest'ultima, poi, girerebbe la quota rilevata da Generali a Morgan Stanley, già titolare del 16,4% di Agorà attraverso il fondo Star Holding, che salirebbe così al 49,8% di Agorà, con una partecipazione che diventerebbe quasi paritetica.


In sospeso resta poi il dossier Catullo, l'Aeroporto di Verona e Brescia su cui Save aveva presentato un'offerta per avviare un processo di integrazione, con uno scambio azionario (lo 0,9% di Save in cambio del 5% di catullo). Mancano due giorni infatti al termine fissato da Catullo per decidere se creare ad Est un asse con Save, oppure se discutere ad Ovest con Sacbo (Aeroporto di Bergamo) ed eventualmente Sea (Aeroporti di Milano).

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