Domenica, 16 Maggio 2021
Economia

Aeroporti: crisi dello scalo di Montichiari, Catullo chiede chiarezza

La società che gestisce lo scalo bresciano lamenta mancata concessione quarantennale nonostante i 14 anni di investimenti

Lo scenario di mercato e l'attuale quadro normativo che regola la gestione degli scali cargo italiani sono stati al centro di un incontro ieri a Verona.

L'iniziativa è stata promossa dalla Catullo Spa che gestisce lo scalo di Brescia Montichiari in regime provvisorio perché il Governo dopo 14 anni di investimenti sullo scalo (stimati in 80 mln di euro, come previsto dal piano industriale approvato dal governo) non ha mai rilasciato la concessione totale quarantennale.

La Catullo Spa gestisce anche l'aeroporto di Verona, in questo caso con concessione quarantennale. Il direttore generale del Catullo Carmine Bassetti, tracciando lo scenario di mercato, ha evidenziato che: dall'analisi dei dati Cass cioé il sistema Iata utilizzato da compagnie aeree e agenti merci per la riscossione e il pagamento dei voli aerei, "l'Italia è il quarto mercato europeo per spesa. Il valore del mercato tedesco equivale a 2,7 il valore del mercato italiano in termini di produzione, ma considerando i volumi complessivi trasportati dagli aeroporti tedeschi diventa 4,6 volte quello del mercato italiano. Questo significa in valori assoluti che ci sono più di 750.000 merci di avio camionato in fuga dall'Italia verso gli aeroporti del Nord Europa".

Il traffico merci in Italia è attualmente concentrato a Malpensa e Roma, dove gli aeroporti hanno strutture adeguate alla gestione delle merci. Brescia Montichiari, pur avendo un'importante infrastruttura per la gestione dei voli all cargo, non ha ancora inciso in modo adeguato sul settore del trasporto delle merci, anche per la fragilità di governance che ha caratterizzato la sua storia passata.

Il direttore generale dell'Enac, Alessio Quaranta ha evidenziato come la strada del rilascio delle concessioni aeroportuali di lunga durata debba essere percorsa al più presto.

"Le diseconomie prodotte dall'assenza di un'offerta infrastrutturale e di una gestione efficiente determinano un danno al Paese di circa 50-60 miliardi di euro con una perdita di 3 punti di PIL - ha dichiarato Paolo Arena, presidente della Catullo Spa - E' necessario abbattere i costi del non fare logistica mettendo la Catullo nelle condizioni di sviluppare Montichiari attraverso un quadro normativo chiaro e risolutivo".

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