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Acciaieria Valsugana, lavoratori: «Sì a intesa Fim e Fiom»

Due anni di cassa integrazione straordinaria per far ripartire la produzione

L'assemblea dei lavoratori della Acciaieria Valsugana di Borgo, in Trentino, conferma l'intesa siglata da Fim Cisl e Fiom Cgil: due anni di cassa integrazione straordinaria per far tornare a regime la produzione.

Ora si attende lo sblocco della situazione a Brescia. I lavoratori sono 102 e il gruppo Klesch per il subentro dell'azienda metallurgica svizzera nella gestione dello stabilimento di Leali spa nei mesi scorsi aveva chiesto l'ammissione alle procedure concorsuali ai tribunali di Trento e Brescia.

L'accordo, che si concretizzerà quando i due tribunali omologheranno i concordati per gli stabilimenti di Brescia e Borgo, prevede tra l'altro il mantenimento in forza di tutti gli attuali dipendenti e un periodo di cassa integrazione straordinaria per riorganizzazione di massimo 24 mesi.

La produzione di acciaio a Borgo è ferma dall'autunno dello scorso anno quando la società Acciaieria Valsugana SpA e la sua capofila, Leali spa, proprietaria di altri due stabilimenti siderurgici nel bresciano, a Odolo e a Roé Volciano, chiesero l'ammissione al concordato preventivo.


Il tribunale di Trento, lo scorso 6 aprile, ha già ammesso la società Acciaieria Valsugana al concordato preventivo, mentre ancora si attende quella per il resto del gruppo Leali spa.

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