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Edison: nessuna spaccature su A2A. "Da migliorare accordi Edf"

Con una nota la municipalizzata di Milano e Brescia, principale azionista italiano del gruppo di Foro Buonaparte, è intervenuta per provare a fare chiarezza dopo le ipotesi su una possibile cordata italiana per rilevare Edipower

Non ci sono spaccature al vertice di A2a sul riassetto di Edison e l'unica ipotesi alla quale si sta al momento lavorando, per migliorarla, è quella degli accordi dello scorso marzo con Edf, bloccati dal ministro del'Economia Giulio Tremonti. "Non esistono posizioni differenti tra il Consiglio di Sorveglianza e il Consiglio di Gestione, e a maggior ragione tra i rispettivi Presidenti, riguardo alle possibili soluzioni" del riassetto Edison.

Interviene con una nota la municipalizzata di Milano e Brescia, principale azionista italiano del gruppo di Foro Buonaparte per provare a fare chiarezza dopo le ipotesi su una possibile cordata italiana per rilevare Edipower, la controllata di Edison cui fanno capo nove centrali. Una proposta alternativa, che sarebbe auspicata dal presidente del Cda di A2a Giuliano Zuccoli oltre che dal ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani al momento sul tavolo non c'é. Quindi le trattative con Edf, prorogate al 30 ottobre, vertono sul miglioramento delle condizioni definite a marzo in particolare per quanto riguarda la 'put' per l'uscita dei soci italiani da Edison. "La trattativa con Edf procede sulla base di quanto stabilito il 7 luglio 2011, quando il Consiglio di Sorveglianza aveva fornito l'indicazione al Consiglio di Gestione di proseguire nella trattativa, auspicando alcune modifiche migliorative.

Ad oggi i due Consigli non hanno valutato alcuna altra soluzione e si sono riservati di esaminare eventuali ipotesi alternative che dovessero emergere nel corso dei negoziati", recita il comunicato. Ora il prossimo momento di confronto tra gli azionisti è atteso per lunedì, quando è convocato il Cda di Delmi, la holding socia di Foro Buonaparte accanto ai francesi di Edf, controllata al 51% da A2A e partecipata da Iren con il 15%, e Dolomiti Energia e Sel (con il 10% ciascuno). Anche se ufficialmente l'appuntamento, al pari del Cds di A2a di mercoledì, servirà a valutare la proroga delle trattative coi francesi, l'incontro potrebbe servire a ricomporre i contrasti emersi negli ultimi tempi. Un appello all'unità, dopo quello arrivato ieri dal sottosegretario allo Sviluppo Stefano Saglia, è stato lanciato oggi dal presidente di Iren, Roberto Bazzano.

"Crediamo che il fronte italiano debba presentarsi compatto, condividendo gli obiettivi della trattativa altrimenti il rischio è quello di essere più deboli", ha detto. Alla domanda se Iren preferisca incanalare la trattativa sull'ipotesi d'accordo di marzo o se sia disponibile ad impegnarsi per mantenere l'italianità di Edipower, il Bazzano ha risposto che "non siamo preliminarmente contrari a niente anche se per ora sono state affrontate questioni di metodo e non di merito". "Serve - conclude - un chiarimento tra noi per arrivare a una soluzione ragionevole e condivisa da tutti".

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