Lotta disperata per il lavoro: operaie si incatenano al cancello della fabbrica

Lo stabilimento chiuso da tempo, la cassa integrazione, l'indennità di disoccupazione che si concluderà tra un anno e mezzo: l'operaia Delia Bonomi e una sua compagna di lavoro si sono incatenate davanti alla fabbrica

Dellia Bonomi — fonte: TBmews

Quando la lotta si fa disperata: ai cancelli dell'ex fabbrica NK di Nadro di Ceto si sono incatenate due operaie bresciane, Delia Bonomi e una sua compagna di sventura. Da lunedì mattina hanno cominciato anche lo sciopero della fame: un gesto disperato, appunto, per attirare l'attenzione sulla situazione definita ormai “insostenibile” dagli ex dipendenti.

Circa un mese e mezzo fa l'ultimo presidio, poi tanta, tantissima attesa. L'attesa che si fa speranza, per gli oltre 70 operai (in maggioranza donne) che lavoravano nello stabilimento tessile della Nieggler&Kupfer. La fabbrica ha chiuso ormai da quasi due anni. Ma la resistenza operaia continua.

Un film purtroppo già visto, in provincia, in tutta Italia e in tutto il mondo. Delia Bonomi è la portavoce dei tanti ex operai della fabbrica camuna: ha 53 anni, vedova con figli. Finita la cassa integrazione, è arriva la Naspi: l'indennità mensile di disoccupazione. Sono 700 euro al mese, per cominciare, poi scenderanno un po' alla volta. Nel febbraio 2019 è previsto l'invio dell'ultimo assegno, che sarà di 275 euro.

“Ci hanno lasciate sole - dichiara Delia fuori dalla fabbrica -, tante le promesse di impegno da parte dei politici ma nessun fatto concreto: non gli chiediamo una poltroncina a Roma, ma un lavoro da 1.200 euro al mese con il quale vivere”

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