Vogliono andarsene: richiedenti asilo in sciopero della fame da tre giorni

La protesta per la qualità del cibo e gli orari per le docce, ma il vero motivo sarebbe un altro

Hanno lasciato a Vestone amici e conoscenti, e lì vorrebbero tornare: sarebbe questo il motivo per cui 16 richiedenti asilo africani, di età compresa tra i 20 e i 25 anni, da tre giorni stanno attuando uno sciopero della fame. Dopo la "disavventura" con i profughi che si rifiutarono di dare una mano per la pulizia di un sentiero, il Comune di Zone è alle prese con una nuovo problema. 

Il gruppo di richiedenti asilo (i ragazzi sono in Italia da parecchio tempo, parlano benissimo la nostra lingua) è ospitato presso l'ex locanda "La lucciola"», ora "ostello Trentapassi", dove sono a disposizione mediatori culturali. A gestire la presenza degli immigrati è in prima persona il sindaco Marco Zatti, che aggiorna quotidianamente i carabinieri di Marone e il Prefetto di Brescia. 

Le parole del primo cittadino sono riportate dal quotidiano Bresciaoggi in edicola stamane: «Non so se si possa parlare di sciopero della fame, perché mi sa che qualcosa in giro mangiano comunque, ma si astengono dal consumare i pasti nell'ostello per sostenere la loro richiesta di andare via. Qui s'è creata una situazione incresciosa, che per di più si sta protraendo troppo, lasciandomi basito. Sono contrario alle strumentalizzazioni, ma nemmeno voglio nascondere quanto sta avvenendo qui».

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