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Allarme contagi in aumento: chi rischia di passare in zona rossa da lunedì

Contagi ogni 100mila abitanti, nessuno fa peggio della nostra provincia

La cattiva notizia è che Brescia è la vera zona rossa d'Italia (insieme a Bologna): la sua attuale incidenza settimanale è di 585 contagi ogni 100mila abitanti. In terza posizione c'è Forlì-Cesena con 520.

La buona notizia (si fa per dire) è che si allontana l'ipotesi di un lockdown nazionale, come nel marzo 2020, ma il governo si prepara ad inasprire le restrizioni anti-covid per cercare di contenere la terza ondata della pandemia, dopo le raccomandazioni del Comitato tecnico scientifico alla luce dell'aumento dei contagi degli ultimi giorni. Gli esperti hanno chiesto una nuova stretta, mantenendo però il sistema dei colori per le fasce di rischio.

Il Cts ha chiesto di rafforzare le misure per le zone gialle, con l'obiettivo di ridurre i contatti tra le persone; di istituire zone rosse locali con misure più stringenti e severe, sul modello Codogno; di imporre un lockdown nei weekend, come già fatto durante le vacanze di Natale; di istituire una zona rossa automatica appena si supera la soglia dei 250 casi su 100mila abitanti in sette giorni (in questo caso, Brescia sarebbe molto più che rossa), non basandosi più sull'indice di contagio Rt che fotografa una situazione non aggiornata. Una zona rossa che sia però totale, rafforzata, con misure stringenti perché ad oggi in molte realtà non è così. Il passaggio in zona rossa deve essere quindi automatico e non a discrezione del governatore come prevede ora il Dpcm, ha raccomandato il Cts.

Ormai ci sono pochi dubbi sul fatto che il Dpcm varato lo scorso 2 marzo - e valido dal 6 marzo al 6 aprile - sarà modificato pochi giorni dopo la sua entrata in vigore. Intanto, il prossimo provvedimento del ministero della Salute entrerà in vigore da lunedì 15 marzo. Quali sono le regioni che rischiano la zona rossa? Al momento l'Italia è per la maggior parte arancione: sono gialle sei regioni (Lazio, Liguria, Valle d'Aosta, Puglia, Calabria e Sicilia), mentre Campania, Molise e Basilicata sono già zona rossa. La Sardegna è l'unica regione in zona bianca. Alcune delle regioni arancioni, però, rischiano il passaggio al rosso: sotto osservazione l'incidenza dei casi, la pressione sugli ospedali e la diffusione delle varianti. 

Nel dettaglio, le regioni che più preoccupano sono Emilia-Romagna e Marche, che di fatto hanno già numerose province in zona rossa, e la Lombardia. La nostra regione, già in arancione rafforzato per ordinanza regionale, potrebbe passare al rosso da lunedì 15 marzo. Nell’ultimo bollettino del 10 marzo sono state trovate altre 4.422 persone positive al covid. I casi (338 in più rispetto a ieri) sono emersi analizzando 55.535 tamponi; il rapporto fra tamponi effettuati e nuovi positivi è del 7.96 %. Tra Milano e hinterland sono state trovate altre 1.191 persone che hanno contratto il coronavirus; segue, a breve distanza e ancora più preoccupante vista la minore densità abitativa, la provincia di Brescia con 1.080 nuovi casi. Nelle ultime 24 ore ci sono stati 53 nuovi accessi in terapia intensiva in Lombardia. Il totale dei letti di rianimazione occupati è aumentato di 6 unità, tra decessi e pazienti guariti ora sono 617 le persone con gravi insufficienze respiratorie ricoverate nelle terapie intensive degli ospedali regionali. Una situazione molto grave e che porterà alla zona rossa, sempre che l'ala nordista del governo Draghi – Lega e Forza Italia in primis - non spinga per misure più blande, magari limitandosi a far passare in rosso solo le province più allarmanti, tra le quali c'è sicuramente Brescia.

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