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Mohammed Fikri

Mohammed Fikri

Yara: Gip archivia, Mohammed Fikri non è più indagato

Caduta l'accusa di omicidio, era indagato per favoreggiamento

Da lunedì Mohammed Fikri non è più indagato nell'inchiesta sulla morte di Yara Gambirasio. Dopo due anni e 8 mesi, il giudice per le indagini preliminari di Bergamo Patrizia Ingrascì ha definitivamente archiviato il fascicolo a carico del marocchino, inizialmente accusato di omicidio e occultamento di cadavere e poi soltanto di favoreggiamento.

Dunque Fikri non c'entra nulla con la morte della tredicenne di Brembate Sopra rapita e uccisa il 26 novembre 2010 né tantomeno è a conoscenza di qualcosa che possa portare all'assassino di Yara, tuttora ricercato. I guai giudiziari per il nordafricano, di professione piastrellista, iniziarono la sera del 4 dicembre 2010, una settimana dopo la scomparsa di Yara.

Con una rocambolesca operazione disposta dalla procura di Bergamo, i carabinieri di Bergamo raggiunsero il traghetto salpato da Genova e sul quale Fikri stava raggiungendo Tangeri.

La sua appariva, in quel momento, come una fuga: poche ore prima i carabinieri avevano infatti intercettato una sua telefonata, nella quale, secondo una prima traduzione, Fikri avrebbe dichiarato: "Che Allah mi perdoni, non l'ho uccisa io".

All'epoca non si sapeva ancora che Yara era stata uccisa (il corpo verrà ritrovato, per caso, soltanto il 26 febbraio 2011, a tre mesi esatti dalla scomparsa), dunque quella frase - pronunciata da un immigrato che, la notte del 26 novembre 2010, data del rapimento della tredicenne, lavorava nel cantiere di Mapello, dove i cani molecolari avevano indugiato a lungo (per questo il suo cellulare, come quello di altri, era intercettato dagli inquirenti) - poteva anche portare a una svolta nell'inchiesta.

Invece, ascoltata da altri interpreti, quella stessa frase venne tradotta in modo del tutto diverso e questo spinse la stessa pm titolare dell'indagine, Letizia Ruggeri, a chiedere l'archiviazione per Firki, nel frattempo scarcerato con tanto di scuse. Venne infatti nel frattempo appurato che l'immigrato non stava scappando in Marocco, ma che era partito per un viaggio già programmato.

Decaduta l'accusa di omicidio, nei suoi confronti era rimasta in piedi quella di favoreggiamento, archiviata lunedì. Lo scorso maggio un incidente probatorio aveva infatti ulteriormente chiarito che Fikri, come sostenevano anche la procura e la difesa, non aveva pronunciato il termine 'uccidere' nella telefonata.

In attesa di partire appunto per il Marocco, avrebbe invece esclamato: "Mio Dio, facilitami nella partenza", come appurato da un docente di lingue orientali appositamente incaricato di porre la parola fine sulla querelle della traduzione. In una seconda chiamata, la fidanzata gli chiedeva invece: "L'hanno uccisa davanti al cancello?".


Ma è stato chiarito che il dialogo era avvenuto quando i tg avevano già mostrato le immagini del cantiere di Mapello, dove c'era appunto un cancello. "Non so, può essere", rispose Fikri secondo il perito, dimostrando di non essere a conoscenza della vicenda. Oggi, dopo 32 mesi, l'immigrato è tornato un uomo libero.

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