Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Preso a calci e pugni nel suo locale: "La mia vita non è più la stessa"

Il 18 gennaio del 2014 è stato aggredito da due clienti del suo locale, il Wine Bar di Lumezzane, che sono a piede libero in attesa di processo. Gianantonio Maratti, invece, è in ospedale e tra pochi giorni subirà un secondo intervento chirurgico

Il volto di Gianantonio Maratti ad più di un anno dall'aggressione - copyright © Bresciatoday

LUMEZZANE. Il 18 gennaio del 2014 il volto e la vita di Gianantonio Maratti sono cambiati per sempre. Un calcio in faccia, mentre era a terra inerme, gli ha sfondato l'osso orbitale dell'occhio sinistro. La delicata operazione per ricostruirgli la fronte - 48 giorni di prognosi - non è bastata. Gianantonio è ancora sdraiato in un letto dell'ospedale Civile e dovrà sottoporsi ad un secondo intervento. Da alcuni mesi, alle forti emicranie (a cui ha ormai fatto l'abitudine) si è aggiunto il vistoso gonfiore dell'occhio. Le placche utilizzate hanno fatto infezione ed è necessaria un'altra operazione per sostituirle.

Il contro è troppo alto,
clienti gli distruggono il locale 

È stato preso a calci e pugni da due clienti non abituali del suo locale, il Wine bar di Lumezzane, che sono a piede libero in attesa del processo. Vivono nella cittadina valgobbina e a Gianantonio è già capitato di incontrarli di nuovo. Lui ha cambiato strada, la moglie li ha affrontati, ma non è riuscita nemmeno ad ottenere delle semplici scuse. 

Dal letto di ospedale dov'è di nuovo costretto a restare, Gianantonio racconta quell'infernale manciata di minuti che gli hanno sfigurato il viso e rovinato la vita: "Erano le 19, il locale era pieno di gente perché c'era una degustazione di vini. I miei futuri aggressori erano molto agitati e ho dovuto riprenderli più volte. Uno di loro continuava a sputare per terra, gli ho detto di smetterla e lui ha preso a calci la porta. Mi sono avvicinato al tavolo dov'era seduto e ho chiesto ai suoi amici di provare a calmarlo, altrimenti sarei stato costretto a farlo uscire dal locale. Il ragazzo ha continuato a prendere a calci le sedie e a quel punto lo ho preso di peso per accompagnarlo all'uscita. Arrivato alla porta, lui mi ha sbattuto a terra, colpendomi al volto con un pugno, poi è arrivato il suo amico e da dietro mi ha tirato un calcio in fronte. Mi ha colpito con il tallone, facendomi un buco sulla fronte. Fortunatamente nel locale c'era un medico che mi ha prestato i primi soccorsi."

Non contenti, i due hanno poi scatenato una rissa: "Hanno lanciato di tutto - ricorda Gianantonio -. Tavoli, sedie e bicchieri, rischiando di colpire anche una ragazza".

"Mia moglie è terrorizzata e arrabbiata; non voleva che riaprissi il bar - continua il barista -. Io temevo di perdere tutta la mia clientela, perché l'episodio poteva danneggiare l'immagine del mio locale per sempre. Mi sono fatto forza e ho riaperto, fortunatamente ho dei clienti splendidi che continuano a venire da me. Ma ho pagato a caro prezzo quell'aggressione. La mia faccia e la mia vita non sono più quelle di prima. Devo stare molto attento a come mi muovo e a quello che faccio, qualsiasi colpo potrebbe peggiorare la mia condizione. Anche quando gioco con le mie figlie devo essere cauto."

Ma il danno è anche di natura economica. Durate la convalescenza, le serrande del locale sono infatti rimaste abbassate: "Ho perso l'incasso di 4 mesi  e ho dovuto mettere mano ai miei risparmi. Ora devo subire un'altra operazione. Non riesco a ricominciare a lasciarmi alle spalle quella terribile serata".

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