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Febbre del Nilo, un morto e un paziente grave: "Nessun legame con il Covid"

I due casi all'Ospedale Maggiore di Cremona. Un 80enne purtroppo non ce l'ha fatta

Un pensionato di 70 anni (G.F. le iniziali) è ricoverato in gravi condizioni all'Ospedale Maggiore di Cremona, dopo aver contratto la febbre del Nilo occidentale. Passato indenne la pandemia di Coronavirus, ha iniziato ugualmente ad accusare difficoltà respiratorie e una forte encefalite: il tampone è risultato negativo, mentre le analisi hanno confermato la presenza nel sangue del West Nile Virus. Isolato per la prima volta nel 1937, si tratta di una malattia diffusa in tutto il mondo, trasmessa principalmente all'uomo attraverso le zanzare.

Dopo il ricovero nel reparto Malattie Infettive, le condizioni del 70enne sono a tal punto peggiorate da richiedere il ricovero in Terapia Intensiva. Ora le sue condoni stanno lentamente migliorando: è stato spostato in Pneumologia ma è ancora sotto ossigeno.

Sempre nel Cremonese, quest'anno per la Febbre del Nilo era già morto un 80enne: "Non c’è alcun legame con il Covid, tranne il fatto che anche per quello non c’è cura -  spiega il primario di Pneumologia Giancarlo Bosio a La provincia di Cremona -. La febbre può causare encefalite e problemi neurologici. I due pazienti ricoverati qui sono i primi che vedo con problemi respiratori". 
 

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