Molotov contro l’albergo dove potrebbero arrivare 35 migranti

Nella notte ignoti hanno rotto un vetro dell’albergo «Eureka» gettandovi all’interno una bottiglia incendiaria. Si indaga.

È solo un sospetto, ma al momento non ci sono altre spiegazioni plausibili. Nella notte tra venerdì e sabato il vecchio albergo «Eureka» di Carpeneda di Vobarno è stato oggetto di un grave gesto intimidatorio, fortunatamente senza conseguenze se non quelle materiali. 

Sono arrivati nella notte, erano almeno in due ed erano armati di una mazza e di una bottiglia stile-molotov. Dopo aver sfondato un vetro in una grande finestra a piano terra hanno gettato all’interno la bottiglia accesa. Le fiamme hanno danneggiato la stanza, ma l’arrivo del proprietario, svegliato attirato sul posto dalla rottura del vetro, ha fatto sì che i danni siano stati limitati. 

La struttura, chiusa al pubblico ormai da quattro anni (tanto che prima di una riapertura si renderebbe necessaria una parziale ristrutturazione), nelle ultime settimane è finita al centro di numerose discussioni nella zona a causa delle insistenti voci che la vorrebbero come prossima sede per il ricovero di 35 profughi richiedenti asilo. Al momento si tratta solo di una voce, come confermato sulle colonne di Bresciaoggi dal sindaco di Vobarno Giuseppe Lancini che ha dichiarato che l’arrivo dei migranti sarebbe stato momentaneamente sospeso. La Prefettura di Brescia invece nei giorni scorsi avrebbe sondato il terreno con il proprietario dell’albergo, Valerio Ponchiardi, che ha dichiarato che non intende ospitare migranti ma semmai affittare o vendere la struttura. Un possibile acquirenti ci sarebbe già. I carabinieri indagano sull’accaduto. 
 

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