Stroncato da un malore, è morto in ospedale il noto chef bresciano Vittorio Fusari

Il rinomato cuoco di Iseo si è spento al Mellino Mellino di Chiari, dove era stato ricoverato in seguito a un principio d’infarto. Le sue condizioni si sono improvvisamente aggravate il 31 dicembre.

Una vita in cucina e ai fornelli dei migliori ristoranti bresciani. Il primo giorno del 2020 è stato funestato dalla morte del noto e amato chef iseano Vittorio Fusari. Si è spento a soli 66 anni, in un letto dell’ospedale Mellino Mellini di Chiari, dove era stato ricoverato lo scorso dicembre in seguito ad un principio di infarto. 

Il malore e il ricovero

Un problema che pareva superato, tanto che lo stesso cuoco aveva rassicurato i suoi numerosi fan con un post pubblicato qualche giorno fa su Facebook: “Mi sto rinnovando per l’anno nuovo. Ogni intoppo è una nuova opportunità” . Invece le sue condizioni sono precipitate improvvisamente: è stato colpito da un'embolia polmonare proprio l’ultimo giorno del 2019 e il suo cuore ha smesso di battere nel pomeriggio del primo gennaio, nonostante gli sforzi dei medici. 

La tragica notizia è rimbalzata su Facebook, di bacheca in bacheca, poi la conferma ufficiale proprio sulla pagina del noto cuoco, in cui si legge: “Non vi ho lasciati, avete in eredità le mie ricette che raccontano le mie idee. Copiatele e fatele vivere costruendo attraverso il cibo un mondo migliore”. Fusari lascia la moglie Anna Patrizia e il figlio Giacomo, che ha solo 15 anni.

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Chi era Vittorio Fusari

Nato a Iseo l’11 febbraio del 1953, Fusari aveva cominciato la sua carriera ai fornelli da adolescente e proprio nella sua cittadina aveva appreso il mestiere, fino a diventare un grande chef, ed aveva aperto il primo ristorante della lunga carriera: l’osteria 'Il Volto'. Negli anni ’90 ha poi dato vita ai ristorante 'Le Maschere' e 'La Dispensa'.  Negli ultimi anni aveva lavorato come chef in due importantissimi ristoranti: il 'Balzer' a Bergamo ed il 'Pont de Fer' di Milano. 

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