Cronaca

Arrestata banda di "ladri acrobati" sudamericani: 13 in manette

Si arrampicavano sui tetti per fare irruzione nelle abitazioni passando dalle finestre. L'operazione di polizia - denominata 'Los tombos' - è stata condotta congiuntemente da quattro squadre mobili italiane, tra cui quella di Brescia

Si arrampicavano sui tetti sfruttando la propria agilità, poi entravano negli appartamenti dalle finestre per fare razzia di denaro e oggetti di valore: sgominata banda di ladri acrobati sudamericani, autori di almeno 16 furti in abitazioni in tutta Italia.

L'operazione congiunta delle squadre mobili delle questure di Brescia, Lodi, Roma e Viterbo - denominata 'Los tombos', gli sbirri - ha fatto scattare le manette a 13 persone, su cui ora pende l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti aggravati. A quattro di loro viene anche contestata la rapina.

I furti sono stati commessi, tra le altre località, nella provincia di Brescia, Bergamo, Milano, Cuneo, Lodi, Latina e Viterbo, in un periodo compreso tra gennaio e settembre dello scorso anno, almeno quelli accertati.

"Mettevano delle donne a fare da palo - dice il dirigente della squadra mobile di Viterbo, Fabio Zampaglione - mentre gli uomini agivano passando dai tetti. E se arrivavano le forze dell'ordine gridavano 'Los tombos', gli sbirri, per dare l'ordine di dileguarsi. Cosa in cui erano abilissimi, tanto a piedi quanto in auto".

Le indagini sono partite dalla squadra mobile della questura di Lodi, ma lo scorso settembre era stata proprio quella di Viterbo ad arrestare tre membri della banda. Avevano preso di mira, come spesso è accaduto, l'abitazione di alcuni cinesi, poiché soliti tenere il contante in casa. "La donna fuggì da una parte e gli uomini dall'altra - continua Zampaglione - ma avevano già stabilito un punto di incontro. Siamo riusciti a bloccarli in seguito a un pedinamento, in seguito a uno speronamento tra auto".

Le indagini si sono sviluppate su tre fronti: intercettazioni, pedinamenti e rilevazioni satellitari. La banda studiava le vittime per almeno un paio di giorni prima di colpire. Oltre ai cinesi, hanno 'visitato' anche le abitazioni di loro connazionali e italiani.


"Nel viterbese - conclude Zampaglione - ne abbiamo arrestati cinque, tre uomini di 32, 33 e 42 anni e due donne di 33 e 42. Tre sono della Colombia e due del Guatemala, alcuni di loro erano stati già presi nell'inseguimento dello scorso settembre, ma ad ogni arresto poi i membri venivano subito sostituiti".

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