menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Vuole lasciarlo, lui la picchia e la fa camminare nuda in strada: "E ora mi sposi"

Condannato a 3 anni e 4 mesi il giovane pakistano che avrebbe obbligato una sua connazionale a un matrimonio musulmano

Sequestro di persona, stalking e violenza privata: sono queste le accuse pesantissime costate una condanna a 3 anni e 4 mesi (con rito abbreviato) per il giovane pakistano, poco più che 30enne e residente a Brescia, che con botte e minacce avrebbe costretto una sua connazionale, di un paio d'anni più giovane, a celebrare un An-Nikâh, il matrimonio con rito musulmano.

La ragazza lo ha denunciato dopo aver sopportato più di un anno di angherie. Tra i due era nata una certa simpatia, sbocciata sul posto di lavoro (lui titolare di un'attività commerciale, lei sua dipendente): ma a fronte del rifiuto della donna, che voleva troncare la relazione, il 30enne l'avrebbe prima chiusa a chiave in ufficio, prendendola a sberle, e avrebbe poi continuato a minacciarla per mesi.

Mesi e mesi di violenze, poi l'arresto

Le avrebbe augurato la morte, a lei e ai suoi familiari, minacciandola con un coltello, l'avrebbe perfino costretta a camminare nuda in strada pur di accettare la proposta (forzata) di matrimonio. Le violenze si sarebbero consumate tra il 2019 e il 2020, proseguite anche durante il lockdown con messaggi e telefonate. Nel mezzo, come detto, anche il matrimonio.

La denuncia della giovane risale alla scorsa primavera: in poche settimane gli agenti della Questura di Brescia hanno ricostruito la vicenda nei dettagli e arrestato il suo ex capo. Sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, è finito a processo e ha chiesto il rito abbreviato. La pubblica accusa aveva suggerito una condanna di 4 anni e 8 mesi: per il giudice basteranno 3 anni e 4 mesi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

BresciaToday è in caricamento