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Cronaca Limone sul Garda

Badante beffa per 200mila euro un imprenditore: condannata insieme al figlio

Avrebbero sottratto più di 200mila euro all'anziano imprenditore Vincenzo Risatti: madre e figlio condannati a 2 anni e 4 mesi per circonvenzione d'incapace

Il giro di soldi “sospetto”, in cui sarebbero rimasti coinvolti la badante dell'anziano imprenditore e il figlio di quest'ultima, e pure due avvocati bresciani (condannati anche loro, ma per un'altra vicenda) si aggirerebbe intorno ai 200mila euro: a tanto ammonterebbe, secondo l'accusa, il denaro indebitamente sottratto a Vincenzo Risatti, storico albergatore dell'Alto Garda, residente a Limone, morto a 93 anni alla fine del 2016.

A processo per circonvenzione d'incapace

E' partito da qui il processo, per circonvenzione d'incapace, arrivato ora alla sentenza d'appello (secondo grado di giudizio) che ha confermato le condanne per Raisa Rusu e Denis Rusu, madre e figlio: il giudice li ha condannati a 2 anni e 4 mesi, pena ridotta rispetto alla sentenza di primo grado.

Secondo i quattro figli di Risatti, e di fatto così dice anche la sentenza, madre e figlio avrebbero approfittato delle precarie condizioni di salute dell'anziano, giudicato incapace di intendere e di volere a seguito di un ictus, sottraendogli oltre 200mila euro tra prelievi bancomat (a colpi da migliaia di euro alla volta) e movimenti bancari.

Badante per tanti anni, fino al decesso

Raisa Rasu fu la badante di Risatti per molti anni, fino al suo decesso: a margine del procedimento giudiziario è in corso anche un altro processo, in cui la famiglia contesta anche il testamento dell'anziano imprenditore, che avrebbe intestato tutti i suoi averi (circa 3 milioni di euro) al figlio della donna che lo ha assistito per tanti anni.

Madre e figlio sono stati assolti in primo grado, ma si prosegue in appello. Condannati a 1 anno e 8 mesi, in primo grado, anche gli avvocati Luca Dagnoli ed Ernesto Folli: i due avrebbero incassato da Risatti una parcella da 60mila euro. Li hanno poi restituiti, ma sono stati comunque giudicati colpevoli.

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