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Cronaca Villa Carcina

Giulia aveva fretta di vedere il mondo: così è nata in ambulanza

La piccola è nata nel piazzale dei volontari dell’Ambulanza di Villa Carcina

Un travaglio rapidissimo, tanto che non c’è nemmeno stato il tempo di raggiungere l’ospedale. Giulia ha rischiato di venire alla luce nel traffico della bassa Val Trompia, se non fosse stato per l’esperienza e la saggezza di papà Davide, soccorritore volontario sulle ambulanze da 14 anni.

Mancavano pochi minuti alle 7 di venerdì 24 marzo, quando la moglie Silvia lo ha chiamato perché avvertiva i primi dolori al ventre: "Ero al lavoro - ci racconta Davide Paoli - e sono immediatamente uscito per raggiungerla a casa; poi abbiamo aspettato qualche minuto che arrivasse il nonno per affidargli la primogenita e siamo partiti per raggiungere il Civile di Brescia”.

Ma la corsa in ospedale si è interrotta dopo pochissimi chilometri: "Silvia avvertiva contrazioni sempre più ravvicinate e forti, tanto da dover cominciare le spinte per far nascere la piccola - ricorda il 31enne saretino -  e io ho realizzato che non saremmo mai arrivati in tempo in ospedale. Così ho chiamato Francesco, il volontario che quella mattina era di turno alla sede dell’Odv di Villa Carcina, chiedendogli di preparare l’ambulanza perché mia moglie stava per partorire".

Tre minuti più tardi la coppia era nel piazzale della sede di Cogozzo: la giovane donna è stata caricata sull’ambulanza, già predisposta per il parto. Impossibile aspettare: i volontari Francesco, Fulvio e Fabio hanno aiutato mamma Silvia a dare alla luce la sua secondogenita, in attesa dell’automedica. Venti minuti più tardi il primo vagito di Giulia e il tenero abbraccio con mamma e papà. È andato tutto bene, per fortuna: mamma e piccolina – dopo le prime cure – sono state portate al Civile e poi dimesse nel pomeriggio di domenica. 

"Vediamo più decessi che nascite sulle ambulanze - racconta papà Davide - ma la preparazione e la prontezza dei miei amici volontari hanno fatto in modo che tutto andasse bene. Non tutti comprendono l’importanza delle associazioni come la nostra: i sacrifici e gli sforzi che quotidianamente fanno i soccorritori volontari per aiutare chi ha bisogno”, conclude il 31enne, che, adesso, si sta godendo gli occhietti gioiosi e le manine irrequiete della sua bambina: benvenuta al mondo, piccola Giulia.

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