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Domenica, 16 Gennaio 2022
Cronaca

Vinitaly chiude i battenti: in quattro giorni quasi 150mila presenze

Risultati d'eccellenza per la XLVII edizione del Salone internazionale del Vino e dei Distillati: 148mila visitatori da 120 Paesi per i quattro giorni di fiera che si è chiusa proprio oggi

Ha ufficialmente chiuso i battenti la quarantasettesima edizione della più grande fiera planetaria dedicata al mondo del vino e dei distillati, dell’enogastronomia di qualità e dell’innovazione tecnologica nel campo della produzione agricola. Il Salone del Vino meglio conosciuto come Vinitaly anche quest’anno conferma i grandi risultati della stagione precedente, forse non è stato l’anno dei record ma di sicuro gli oltre 4200 espositori hanno attirato a sé occhi e orecchie da tutta Italia, dall’Europa e dal mondo.

Grande ottimismo anche per quanto riguarda lo stand lombardo, ancora una volta tra i più visitati e apprezzati da operatori del settore e curiosi, grazie ad eccellenze in crescita continua e a consorzi emergenti o consolidati come il Franciacorta o il Valtenesi, il Lugana e il Montenetto, a cui si aggiungono le presenze di settore e pure del campo politico come i neo eletti in Regione Gianni Fava (assessore all’Agricoltura) o Roberto Maroni, che ha commentato con un sorriso i fischi del giorno prima, in quel di Pontida, "erano solo quattro 'pistola', così li chiamiamo noi in Lombardia, hanno fatto quello che non dovevano fare, ne pagheranno le conseguenze". Tra i tanti ospiti di rilievo anche Antonella Clerici, il sindaco di Firenze Matteo Renzi, l’amministratore delegato di Expo 2015 Giuseppe Sala.

Vinitaly 2013 - © BresciaToday.it


Occhio di riguardo ovviamente ai mercati emergenti, con il saluto inaugurale del presidente di VeronaFiere Ettore Riello che ha citato “la folta delegazione cinese” o ha ricordato l’impegno dell’ente veronese anche in terra brasiliana, o a Hong Kong. “Nonostante lo strumento fiera venga spesso dimenticato – ha spiegato Riello – il sistema fieristico è ancora fondamentale per promuovere le produzioni italiane all’estero, per un peso complessivo pari a 60 miliardi di euro che valgono quasi il 15% del totale”.

Sul risultato finale invece niente da eccepire: “Abbiamo raggiunto le 148mila presenze, delle quali 53mila estere da ben 120 Paesi: un risultato importante per uno dei settori di rilievo del made in Italy, l’enogastronomia ancora settore vitale per il nostro Paese, che ancora traina la nostra bilancia commerciale e dà lavoro e ricchezza ai territori e all’immagine dell’Italia nel mondo”.

Un business che non invecchia e che invece si rinnova, forte delle quasi 385mila aziende su tutto il territorio per un’attività che arriva a superare i 10 miliardi annui, con una tendenza all’export che ancora non si allontana dal 50%, e anzi tenderà a salire. Unica pecca? Secondo Riello “siamo ancora di fronte ad un’eccessiva frantumazione”. L’anomalia italiana della frammentazione aziendale: in questo Brescia vale come esempio reale, in Provincia ad oggi risultano ancora dieci aziende ogni cento abitanti.

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