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Martedì, 21 Maggio 2024
Cronaca Verolanuova

In paese raffica di richiesta d'aiuto al 118, ma sono sempre falsi allarmi

Solo nel fine settimane l'ambulanza è uscita, a vuoto, per ben 5 volte.

"La mamma sta male: c'è sangue ovunque. Venite, presto". È solo una delle tante disperate richieste d'aiuto lanciate al numero unico per le emergenze negli ultimi giorni. Le telefonate partono tutte da Verolanuova: a chiedere l'intervento delle ambulanze sarebbe sempre la stessa persona che - a quanto pare - sarebbe una minorenne. La corsa dei mezzi di soccorso è sempre inutile: una volta raggiunto l'indirizzo indicato nel corso della chiamata anonima, i sanitari del Gvvs (gruppo verolese volontari soccorso) non troverebbero nessuno da soccorrere.

Telefonate seriali, che partirebbero sempre dallo stesso cellulare: quella che dalla voce sembrerebbe poco più che una bambina avrebbe lanciato numerosi falsi sos, mandando i mezzi di soccorso in diverse abitazioni private, ma pure alle scuole elementari del paese. I motivi delle richieste d'aiuto sono sempre diversi, ma comunque allarmanti - la sorella che è caduta e non respira, oppure una bambina aggredita - ma la zona dove vengono mandate le ambulanze è sempre quella della stazione ferroviaria. Il minimo comune denominatore è la falsità degli allarmi.

5 falsi allarmi in tre giorni

Scherzi di cattivo gusto che solo nell'ultimo fine settimana hanno obbligato i volontari del Gvvs ad uscire - per nulla - per ben 5 volte. Il caso è finito anche su Facebook. Nel gruppo del paese, un cittadino piuttosto seccato ha infatti fatto sapere che "tra venerdì e domenica, per ben 5 volte, qualcuno si è divertito a mandare l'ambulanza dei volontari di Verolanuova a casa mia: sempre per niente".

Falsi allarmi che costringono i volontari ad uscire comunque, per verificare che nessuno abbia bisogno di cure mediche e che sottraggono tempo e risorse preziose ai soccorritori: "Anche se fossero 50 chiamate al giorno provenienti sempre dalla stessa zona, noi abbiamo l'obbligo di intervenire - spiega Bruno Cocchetti, presidente delle Gvvs ai microfoni di Telecor -. Verificato che non c'è bisogno del nostro intervento, la squadra rientra alla sezione operativa".

L'appello dei soccorritori

Le telefonate al 112 sono tutte registrate e "da quello che hanno capito gli enti proposti - spiega ancora Cocchetti - sembrerebbe che a chiamare sia sempre una bambina". Sono in corso gli accertamenti dei carabinieri per risalire al numero da cui partono tutte le false richieste d'aiuto, nel frattempo il presidente del gruppo verolese volontari soccorso lancia un appello: "Spesso vengono dati i cellulari in mano ai bambini: purtroppo da questi apparecchi la chiamate d'emergenza partono anche se è stata tolta la scheda sim. Quindi chiediamo ai genitori di fare attenzione e togliere anche la batteria quando consegnano i cellulari ai bambini".

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