Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Perquisizioni nel Basso Garda: furti per oltre un milione di euro

I carabinieri di Venezia, insieme all'Arma territorialmente di Brescia, sono stati impegnati in un'operazione che ha fatto emergere l'attività di una organizzazione composta principalmente da italiani di etnia 'Sinti'

I carabinieri di Venezia, nel corso della notte, coadiuvati da militari del 4/O Battaglione 'Veneto' di Mestre e dall'Arma territorialmente competente di Bergamo, Brescia, Pistoia, Pordenone, Verona e Udine, sono stati impegnati in un'operazione con oltre 40 perquisizioni disposte nell'inchiesta che ha fatto emergere l'attività di una organizzazione composta principalmente da zingari di etnia 'Sinti', con cittadinanza italiana, specializzata in furti ai danni di rappresentanti orafi e in abitazione, e ricettazione.

L'indagine, iniziata agli inizi del 2010, ha permesso di individuare un folto gruppo di zingari, prevalentemente riconducibili all'area di Mestre (Venezia) e a quella del basso Lago di Garda che, legati da vincoli di parentela o amicizia, si dedicavano quotidianamente alle rapine e furti impiegando decine di mezzi e di risorse, ben supportati dalle 'seconde file', costituite principalmente da donne e ragazzi, sempre pronti a intervenire per garantire l'impunità e sviare gli accertamenti.

Secondo gli investigatori vi erano vari livelli dell' organizzazione: c'era chi aveva il compito di selezionare il rappresentante orafo (numerosi i casi di frequentazione di fiere internazionale sull'oro avvalendosi di elementi ben vestiti e anche di donne appariscenti), chi invece pedinava e raccoglieva informazioni sugli 'obiettivi'; altri si interessavano a 'coprire' i complici in caso di difficoltà. Alcuni 'obiettivi' sono stati messi in allerta dall'Arma, che ha così fatto fallire i colpi.
Nelle indagini è stato accertato anche la responsabilità di alcuni indagati in numerosi assalti a rappresentanti orafi di tutto il nord Italia, per un bottino stimato, approssimativamente, di più di 1.000.000 di euro. Gli approfondimenti hanno permesso di individuare e sottoporre a misura cautelare anche dei pregiudicati italiani che si erano prestati per la ricettazione della merce.

(ANSA)
 

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