Venerdì, 25 Giugno 2021
Cronaca Centro / Via Lattanzio Gambara

Brescia, imprenditore dà fuoco a una banca: "Gesto inspiegabile"

Familiari e dipendenti, nessuno si riesce a spiegare il folle gesto di Antonio Di Caprio, che mercoledì ha dato fuoco alla Veneto Banca di via Gambara. Parla anche il direttore della filiale: "La prima cosa che ho fatto è quella di uscire con le mie due colleghe e chiamare aiuto"

E' un gesto inspiegabile per la sua famiglia, per il figlio e la moglie, ma anche per i dipendenti della sua azienda. Nessuno si aspettava che Antonio Di Caprio, imprenditore bresciano di 69 anni, decidesse mercoledì mattina di dare fuoco alla filiale della sua banca, la Veneto Banca di via Gambara in centro città, a due passi dal Palazzo di Giustizia.

In banca è entrato con una tanica di benzina, ha parlato con il direttore, e poi si è lasciato andare: "Uscite tutti perché do fuoco alla filiale" ha detto. E così ha fatto, versando benzina sul pavimento e appiccando il fuoco con un accendino.

"La prima cosa che ho fatto è quella di uscire con le mie due colleghe presenti e chiamare aiuto" ha spiegato Nicola Maestri, il responsabile della filiale della Veneto Banca i cui uffici sono ora inagibili. "Ma domani torneremo al lavoro in un'altra struttura" ha precisato il direttore di banca.

Solo il giorno prima l'istituto di credito aveva contattato Di Caprio chiedendo di sanare la sua posizione debitoria. "E' vero - ammette il figlio dell'uomo interrogato con la madre in Questura - era venuta a cadere la disponibilità che la banca aveva dato per alcuni fidi".

Doveva rientrare da un debito di centomila euro, Antonio Di Caprio, titolare della D & B di San Zeno, azienda di autoricambi, con due dipendenti, nata nel 1985, creata dallo stesso imprenditore che non compare però nei quadri societari. E' poca la voglia di parlare all'interno del capannone di via Volta a San Zeno, prima periferia di Brescia.

"Potevo pensare che picchiasse i pugni sul tavolo, che magari prendesse per la cravatta il direttore di banca ma mai mi sarei aspettato un gesto del genere" ha raccontato uno dei dipendenti dell'imprenditore bresciano. "Le difficoltà economiche ci sono - ha aggiunto - ma ritengo siano le stesse di molte altre attività".

In azienda chi parla racconta di un uomo "che tiene molto al suo lavoro, ma che ultimamente non stava bene fisicamente". Antonio Di Caprio è infatti cardiopatico e recentemente è stato operato per un trapianto di cuore. Ora è ricoverato alla clinica Poliambulanza di Brescia perché dopo il suo folle gesto ha accusato un malore. "Fisicamente sta meglio, ma è provato per quello che è successo" ha spiegato il figlio Clemente. Il magistrato di turno della Procura di Brescia, Paolo Savio, ha concesso gli arresti domiciliari all'imprenditore che è accusato di incendio doloso.

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