Sabato, 16 Ottobre 2021
Cronaca

Venditore porta a porta fa volare un anziano dalle scale: trovato dopo mesi di indagini

Un bresciano è stato arrestato con l'accusa di estorsione e rapina aggravata

La mattina del 13 aprile ha bussato alla porta di una coppia di anziani (lui 86 anni e lei 81) in zona Riva di Reno (Bologna), qualificandosi come dipendente di una società con sede a Brescia, incaricato per l'installazione di impianti "obbligatori" per il rilevamento di fughe di gas. Poco dopo è arrivato a colpire l'anziano padrone di casa facendolo rovinare lungo le scale del pianerottolo, il tutto per assicurarsi un bottino di 800 euro. La Polizia, dopo mesi di indagini, ha individuato ed arrestato a Pisa un bresciano. 

"Nella mattinata del 22 luglio 2021, nell’ambito di un’attività coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna nella persona del Sostituto Procuratore dr. Massimiliano Rossi, la Squadra Mobile di Bologna ha tratto in arresto un pregiudicato bresciano, S.T. classe ‘87, in esecuzione dell’Ordinanza di Applicazione della Misura Cautelare degli Arresti Domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Bologna per il reato di estorsione e rapina aggravata ai danni di una coppia di anziani. Il provvedimento trae origine da alcuni eventi occorsi in questa città nei decorsi mesi, quando si assisteva ad un proliferare di truffe ai danni di persone anziane, mediante la tecnica del c.d. rilevatore di gas” si legge nei documenti della Polizia. 

Il modus operandi e la truffa dell'impianto di sicurezza per le fughe di gas

Si presentavano come addetti all’installazione di impianti (la cui funzionalità è in corso di accertamento) che, millantando una obbligatorietà di legge inesistente, installavano alcuni dispositivi per il rilevamento delle fughe di gas, previo pagamento di circa 400 euro a dispositivo, di certo di gran lunga superiore al reale valore di mercato. 

La truffa si trasforma in rapina: strattonamenti e il volo giù dalle scale

Il soggetto in questione, nell'episodio bolognese, si è reso responsabile anche del reato di estorsione e rapina aggravata, minacciando i due anziani e costringendoli a compilare due assegni. Poi, per guadagnarsi la fuga, ha colpito l'uomo con gomitate e strattonamenti, fino a farlo cadere per le scale. 

Le immediate indagini compiute dalla Polizia di Stato hanno consentito di individuare alcune persone, dipendenti di una ditta bresciana che - è risultato in seguito - incassava pagamenti mediante pagobancomat in altri episodi similari. Alcune persone della ditta alloggiavano in un hotel cittadino. La Squadra Mobile ha proceduto quindi alla loro identificazione per la ricostruzione di tutti gli eventi loro attribuibili. 

Tutte le prove contro di lui: accertamenti tecnici e testimonianze

La responsabilità dell’uomo fermato per le violenze è stata confermata da accertamenti tecnici eseguiti su un frammento papillare repertato in occasione del sopralluogo nell’appartamento delle vittime, nonché dai riconoscimenti fotografici delle vittime e di un testimone, oltre che dal materiale rinvenuto nell’auto utilizzata dagli autori delle truffe. 

I risultati dell’attività d’indagine svolta dalla Polizia sono stati condivisi dal P.M. titolare dell’indagine Dr. Massimiliano Rossi, il quale ha formulato la richiesta di misura cautelare, poi concessa dal Giudice, che ha ritenuto quantomai concreto ed attuale il pericolo di reiterazione del reato. Tanto, sia sulla base della personalità dell’indagato che è pluripregiudicato anche per reati specifici, sia per la spregiudicatezza dimostrata nei fatti contestati posti in essere nei confronti di vittime ultrasessantacinquenni, all’interno della loro abitazione ed intimidendole al punto da alterarne la volontà, anche in presenza di terza persona; motivi per i quali veniva emessa l’ordinanza di custodia cautelare eseguita nella mattinata di mercoledì, per i reati di rapina aggravata ed estorsione aggravata. 

L'uomo è stato rintracciato dal personale della Squadra Mobile di Bologna presso un hotel nella città di Pisa, dove con ogni probabilità stava pianificando altre truffe come quella bolognese, e tratto in arresto con trasferimento immediato presso la sua residenza a Brescia.

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