Lonato, la Valsorda non si tocca: «Resisteremo fino alla fine!»

Oltre 200 persone in piazza a Lonato in attesa della 'sentenza' della terza Conferenza dei Servizi: parere "negativo e generalizzato", l'area a rischio cementificazione per il momento resiste ancora

Foto © Claudia Filisina

La Valsorda non si tocca, almeno per il momento, netto 3 a 0 per la tutela del territorio nel corso delle tre Conferenze dei Servizi relative alla compatibilità del progetto SUAP che prevede anche la realizzazione di una struttura alberghiera, presentato tra l’altro da una società “a scatole cinesi” con un capitale sociale che si aggira intorno ai 10mila euro, e che avrebbe addirittura già acquistato i terreni “necessari”, per un valore complessivo che va ben oltre i quattro milioni di euro. Ieri mattina in piazza a Lonato, di fronte al municipio dove si svolgeva la citata Conferenza, più di 200 persone sono scese in strada nonostante il freddo e nonostante la giornata lavorativa (con solidarietà a distanza dei lavoratori che “non possono essere presenti”), per ribadire la contrarietà popolare al progetto in questione.

Chiaro che all’esterno, in attesa di notizie certe, emozioni e pensieri fossero assai contrastanti: Costanza Lunardi, ambientalista da più di 40 anni, ha ripetuto dal megafono la necessità di “resistere fino alla fine”, perché solo “la vera determinazione può fermare gli interessi forti”. Un progetto già modificato “ma con variazioni minime”, ha aggiunto Giovanni Contiero di Lonato in Movimento, e che “a tutti appare davvero poco convincente”. A fronte della “già esibita disponibilità della società proponente nel costruire il nuovo centro sportivo stiamo assistendo alla non remota possibilità di una rappresentazione in replica della lottizzazione Sant’Anna, da 15 anni in cerca di un’allocazione di destinazione”.

In piazza anche Franco Tiana di SEL: “Esprimiamo la nostra piena solidarietà ai cittadini di Lonato per l’ennesima battaglia in difesa del territorio e contro la speculazione, contro chi pensa di fare affari con il cemento e l’edificazione, specialmente in zone integre e a tutela ambientale. Gli amministratori devono cominciare a rendersi conto che non si può vivere nel cemento, e che non si possono mangiare i mattoni”. Bisogna dunque “farsi delle domande”, continua Tiana, e “cercare di comprendere chi c’è dietro a queste società dal capitale sociale che qualsiasi cittadino potrebbe avere, e che riescono lo stesso a prevedere investimenti milionari”.


Alla chisura della Conferenza un sorriso contagioso, il rumore di piatti e tamburi che finalmente si placa: sulla cementificazione della Valsorda (30mila mc) “un parere negativo e generalizzato”, l’ASL che ripropone “l’incompatibilità tra terziario e struttura produttiva”, l’ARPA che si chiede quale sia “la destinazione finale delle aree”, la Soprintendenza che definisce l’albergo “incoerente con il paesaggio e quindi incompatibile”, pure Garda Uno, “il collettore della Bettola non è in grado di supportare ulteriori carichi”. La proposta alternativa arriva da comitati e associazioni, tra cui Comitato Parco Colline Moreniche e Legambiente Garda: l’istituzione di un Parco Locale di Interesse Sovracomunale PLIS su tutto il territorio della Valsorda.

“La Valutazione Ambientale negativa per noi è una battaglia vinta – ci spiega Daniela Carassai di ViviAmo Lonato – e siamo contenti che anche gli enti e le istituzioni preposte abbiano riconosciuto che 30mila mc di cemento in un’area dall’alto valore paesaggistico e ambientale siano inaccettabili a priori”. Ora l’iter SUAP prosegue, alla Conferenza Autorizzativa seguirà il parere del Consiglio Comunale: “Hanno fatto partire la procedura senza alcun criterio, e dunque è naturale che si percepisca una certa volontà da parte dell’amministrazione. Ma noi non ci fermeremo, li seguiremo passo dopo passo”.

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