Sabato, 25 Settembre 2021
Cronaca

Rapito, legato e torturato: il mistero del sequestro lampo

E' ancora avvolto nel mistero il sequestro di giovedì pomeriggio

Rapito, legato e torturato prima di essere abbandonato sul ciglio della strada, in aperta campagna. E' ancora avvolto nel mistero il sequestro lampo avvenuto nel pomeriggio del 26 agosto a Valeggio sul Mincio: la vittima è un 46enne residente a Castelnuovo del Garda, B.G. le sue iniziali, a quanto pare incensurato e che avrebbe riferito alle forze dell'ordine di non avere idea del motivo del rapimento. Era stata la moglie a denunciare la sua scomparsa dai carabinieri di Peschiera: le indagini sono affidate al Nucleo investigativo dei militari di Verona.

Il rapimento

La vicenda ha preso il via intorno tra le 9.30 e le 10 nel Comune di Valeggio, in prossimità dell'hotel Agli Ulivi, tra località Pasquali e Fontanello. A lanciare l'allarme alcuni testimoni, la cui attenzione sarebbe stata attirata dagli spari. In quel frangente, il 46enne si trovava al volante della propria Ford Focus per andare da Castelnuovo alla zona del Villafranchese, quando sarebbe stato raggiunto da due auto di grossa cilindrata, un'Audi e una Bmw, con i lampeggianti accesi, mentre uno degli occupanti sarebbe stato in possesso di una paletta simile a quelle in dotazione alle forze dell'ordine, che avrebbe utilizzato per convincere l'uomo a fermarsi. In questi momenti concitati sarebbero stati esplosi alcuni colpi di pistola in direzione della Focus, come testimoniano i tre bossoli di pistola e quello di pistola a salve rinvenuti poi dai carabinieri, vicino ad una piccola macchia di sangue e all'auto del rapito. 
Dalla due macchine sarebbero scesi 5 individui incappucciati ed armati, che avrebbero prelevato l'uomo con la forza, il quale avrebbe cercato di divincolarsi, ma è stato sopraffatto e caricato su uno dei mezzi, che si sono poi allontanati. 

Trovato legato e ferito

Ricevuto l'allarme, le forze dell'ordine si sono subito messe in moto, avviando una serie di dispositivi utili ad intercettare i banditi, tra cui alcuni posti di blocco, soprattutto nella zona di confine tra il Veronese e il Mantovano. Misure che potrebbero aver messo in allerta i criminali, che avrebbero così deciso di liberarsi del 46enne, trovato tra le 17 e le 17.30 sul ciglio della strada a Solarolo di Goito, con mani e piedi legati con delle fascette: presentava delle ferite di arma da fuoco alle gambe, ma anche i segni di percosse in diversi punti del corpo, segno che dopo essere stato caricato su uno dei veicoli con la forza, i banditi lo avrebbero poi picchiato. B.G. è stato quindi accompagnato in ospedale per ricevere le cure del caso, ma fortunatamente le conseguenze non sarebbero serie.

Le indagini

Un rapimento dunque in piena regola, con dei criminali che si sono finti poliziotti per cercare di non dare nell'occhio (senza riuscirvi), ma per il quale si fatica al momento a trovare un movente. Un metodo non così comune quello utilizzato dai banditi, che ricorderebbe quello utilizzato per risolvere le questioni tra clan e che allarma non poco la vittima e le forze dell'ordine. La pista investigativa che conduce ad un possibile regolamento di conti nell'universo della malavita al momento non sembra verosimile, vista la totale assenza di precedenti del 46enne, che al momento continuerebbe a ribadire di non sapere il perché di quanto accaduto, dal momento che non risulta essere neppure facoltoso. Un sequestro lampo durato tra le 7 e le 8 ore, ricco di punti interrogativi: un rompicapo che i carabinieri stanno cercando di sbrogliare.  

Fonte: Veronasera.it

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