Università: la formazione sulla sicurezza sul lavoro si fa online

Approvato e attivato per la prima volta in seno all'università degli Studi di Brescia un progetto sperimentale completamente in modalità e-learning per la formazione sulla salute e la sicurezza sul lavoro a basso rischio per attività d'ufficio

BRESCIA - È nato dalla collaborazione tra l’università degli Studi di Brescia e la Fondazione AIB - Divisione ISFOR 2000 il progetto sperimentale di formazione specifica sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro a basso rischio destinati ad attività di ufficio che, tra i primi nella nostra Regione, prevede non solo l’erogazione del corso in modalità di e-learning, ma anche la verifica finale telematica con correzione automatica e un test di valutazione obbligatorio a domande aperte corretta da un e-tutor qualificato del corso.


Il Servizio di Prevenzione e Protezione di ateneo ha ideato, tra le altre, una specifica iniziativa formativa in materia di sicurezza, un’azione ad ampio raggio che, proprio attraverso la modalità individuata per la formazione, ha potuto raggiungere puntualmente ogni lavoratore e mettere in pratica gli obiettivi di “formazione-informazione” specifici per la sicurezza. Sono stati circa 1.700 i corsisti promossi al primo tentativo, solo 140 hanno avuto bisogno di qualche ulteriore chance.


Alla formazione generale dei lavoratori esposti a basso rischio (servizi amministrativi) già erogata online è seguita quindi anche quella di 4 ore specifica in funzione del rischio del proprio lavoro, nonché la conseguente verifica finale dell’apprendimento attraverso un test di valutazione composto da domande chiuse con correzione automatica e un test con domande aperte valutate singolarmente da un docente qualificato per la sicurezza sul lavoro.


Durante il corso, oltre ai filmati, alle slide, ai documenti e ai materiali di approfondimento era inoltre disponibile un servizio di e-tutor a disposizione in orari definiti (tramite chat) per garantire la costante raccolta di osservazioni, esigenze e bisogni specifici degli utenti che, al termine, hanno potuto stampare l’attestato di frequenza.
 

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