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"Non vuole andare in pensione": tutti contro il rettore dell'Università di Brescia

Un gruppo di docenti, ricercatori e vario personale e l’esposto alla Procura contro il rettore dell’Università di Brescia, Sergio Pecorelli: “A 70 anni è ora che vada in pensione”

Quiescenza. Uno stato di quiete, di riposo, di cessazione o di sospensione dell’attività. Lo ‘stato’, o meglio la condizione, che dovrebbe già aver raggiunto il rettore dell’Università di Brescia, Sergio Pecorelli: ha già compiuto 70 anni, la nuova legge di riforma sulla Pubblica Amministrazione lo vorrebbe già in pensione.

Almeno questo è quanto chiedono docenti, ricercatori e personale a vario titolo dell’ateneo bresciano. Come infatti riportato dal Corriere della Sera un folto gruppetto di dipendenti universitari avrebbe infatti presentato un esposto alla Procura, denunciando appunto il rettore Pecorelli “ancora titolare della sua carica nonostante i 70 anni”.

Un tira e molla che in realtà prosegue da tempo. E su cui anche la legge non era stata sempre troppo chiara. Anche se ad oggi, e lo confermerebbe una circolare ministeriale, la riforma della Pubblica Amministrazione deve essere applicata, senza se e senza ma, senza alcun deroga o proroga.

La vicenda di certo non finisce qui. Intanto il rettore rimane al suo posto, e afferma di essere ancora nel pieno rispetto della legge. Nei suoi confronti intanto anche un paio di interrogazioni parlamentari, e una querelle ‘politica’ mai sopita, sul suo pensionamento.

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