Cronaca

Unioni civili: come si preparano i comuni bresciani

In città sono già quindici le coppie omosessuali che hanno presentato la documentazione per usufruire della registrazione.

Dopo il sostanziale via libera del Consiglio di Stato, e in attesa del decreto del Consiglio dei Ministri, per la cui validità serviranno altri quindici giorni dalla la sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, la situazione che emerge nei Comuni bresciani è quanto più variegata possibile, tra cautela, esplicita contrarietà, o entusiastica attesa. 

Cautela è quella espressa, sulle colonne di Bresciaoggi, dall’assessore della partita per la Loggia, in quanto ha la delega per i servizi demografici, Federico Manzoni: «In questa situazione, e in assenza di ulteriori precisazioni, confermo la scelta di utilizzare luoghi diversi per la validazione delle unioni civili. Il legislatore non ha introdotto nell’ordinamento i matrimoni tra persone dello stesso sesso, quindi non ci troviamo di fronte ad una celebrazione ma semplicemente ad una dichiarazione, resa dai richiedenti alla presenza di due testimoni e di un ufficiale di stato civile». Dunque niente fascia tricolore e niente Loggia, niente Castello o Santa Giulia come location per le unioni civili. 

Sulla scorta anche delle parole di Manzoni sono già intervenuti due rappresentanti del mondo omosessuale bresciano, Luca Trentini e Louise Bonzoni, presidentessa di Arcigay Brescia, che sul Corriere della Sera dice: «Queste non devono essere unioni di serie B, non vogliamo discriminazioni e location minori, il rito deve avere tutte le caratteristiche di un matrimonio civile. Una coppia omosessuale deve poter scegliere tra le stesse sedi offerte a una coppia etero». Nella scia di Torbole ci sono già altri paesi a guida leghista, a cominciare da Adro, Marone e Piancogno.  

Ben più esplicite invece le parole, riportate da Bresciaoggi, del neo-sindaco leghista di Torbole Casaglia, Roberta Sisti: «Scimmiottare matrimoni o addirittura figli o adozioni non fa parte del futuro del progresso. Senza dimenticare che queste unioni sono l'anticamera delle adozioni gay e non possono essere messe allo stesso livello della famiglia tradizionale. Motivo per cui la Lega ha chiesto a tutti i suoi sindaci e amministratori locali di disobbedire a quella che è una legge sbagliata. La disobbedienza alle leggi sbagliate è una virtù».

Tra gli "entusiasti", fin dalla prima ora, c'è invece il sindaco di Braone, Gabriele Prandini, che invita tutti a sposarsi nel suo comune, che si attiverà fin da subito, magari già entro fine agosto, per il rito. Al pari di Prandini si sta muovendo il collega di Gardone Val Trompia, Pierangelo Lancelotti.

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Unioni civili: come si preparano i comuni bresciani

BresciaToday è in caricamento