Domenica, 16 Maggio 2021
Cronaca

Rapina in casa da incubo: imprenditore minacciato con taser e martello

La vittima è il 72enne Ugo Vanoli, noto magnate del ferro. I malviventi (pare con un forte accento bresciano) si sono introdotti in casa con uno stratagemma, poi lo hanno minacciato con una pistola elettrica per farsi consegnare soldi e gioielli

Una rapina da incubo che avrebbe potuto tramutarsi in una tragedia, quella andata in scena venerdì sera a Soncino, nel Cremonese. La vittima - il noto magnate del ferro Ugo Vanoli - porta infatti un pacemaker che avrebbe potuto saltare se i malviventi avessero utilizzato il taser che impugnavano. Non è andata così, per fortuna: l'imprenditore 72enne è riuscito a chiudersi in una stanza e a chiedere aiuto al 112.

La cronaca della rapina

Un colpo studiato e premeditato: i malviventi pare conoscessero benissimo la vittima e pure i suoi problemi di salute, per questo lo hanno minacciato con una pistola elettrica. Sono entrati nell'abitazione attirando, con uno stratagemma, l'attenzione dell'imprenditore: attorno alle 20.30 hanno rotto una veneziana di una finestra sul retro. Proprio i rumori sospetti hanno attirato il 72enne sul retro della casa: una volta scoperto il danno, l'uomo ha aperto la porta per vedere se c'era traccia degli autori del gesto vandalico. Di fronte si è invece trovato due uomini incappucciati e completamente vestiti di nero che, minacciandolo con un taser e un martello, lo hanno costretto a entrare in casa insieme a loro. I due avrebbero poi intimato al 72enne di fare tutto ciò che gli dicevano, altrimenti gli avrebbero fatto saltare il pacemaker. Stando a quanto raccontato dalla vittima, i malviventi parlavano con un marcato accento bresciano.

La reazione dell'imprenditore  

Inizialmente il 72enne ha fatto tutto ciò che i due gli chiedevano: ha aperto la prima cassaforte, situata al piano terra, consegnando loro diversi contanti. A quel punto i ladri hanno chiesto dove fossero i gioielli, così  il 72enne ne ha accompagnato uno al piano di sopra, dove di trova l'altra cassaforte. Mentre il bandito prelevava i preziosi, l'imprenditore ha reagito: dopo averlo spinto a terra è scappato e si è rifugiato in una camera che ha la porta blindata e pure il telefono. Proprio da lì sono scattate le chiamate, prima al 112 e poi ai parenti, per avvisarli di non tornare a casa.

Tutto è bene ciò che finisce bene: cinque minuti più tardi sul posto sono arrivati i carabinieri e l'imprenditore è uscito, sano e salvo, dal suo rifugio. Dei due banditi non c'era però già più traccia: erano fuggiti a gambe levate, lasciando parte delle refurtiva per terra, quando il 72enne ha allertato le forze dell'ordine. 

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