Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

Turbativa d'Asta: maxi-operazione in tutto il Nord Italia

Società 'cartiere' usate da una cooperativa per avere l'emissione di fatture, ritenute fittizie dagli investigatori, al fine di aumentare il costo dei prodotti e creare, pare, 'fondi neri': è quanto è emerso nell'ambito delle indagini per turbativa d'asta che hanno portato all'emissione di 14 provvedimenti restrittivi, tra cui l'arresto dell'ex presidente del Consorzio 'Venezia Nuova', Giovanni Mazzacurati

E' scattata alle prime ore di oggi una vasta operazione della Guardia di Finanza di Venezia che ha eseguito 14 arresti nell'ambito di un'inchiesta che vede al centro il Consorzio Venezia Nuova, la società che si occupa del Mose. La principale accusa nei confronti degli indagati è turbativa d'asta.

Oltre 500 militari delle Fiamme gialle hanno operato, tra arresti e perquisizioni, tra il Veneto, la Lombardia, il Friuli Venezia Giulia, l'Emilia Romagna, la Toscana, il Lazio e la Campania.

Agli arresti domiciliari, per il reato di turbata libertà degli incanti ("turbativa d'asta"): sono finiti Giovanni Mazzacurati, già presidente e direttore generale del Consorzio Venezia Nuova, dimessosi lo scorso 28 giugno; Pio Savioli, consigliere del Consorzio Venezia Nuova; Federico Sutto, dipendente del Consorzio Venezia Nuova; Roberto Boscolo Anzoletti, rappresentante legale della Lavori Marittimi e Dragaggi Spa; Mario Boscolo Bacheto, amministratore di fatto della Cooperativa San Martino; Stefano Boscolo Bacheto, amministratore di fatto della Cooperativa San Martino; e Gianfranco Boscolo Contadin (detto Flavio), direttore tecnico della Nuova Co.ed.mar.

Sono stati invece destinatari dell'obbligo di dimora Valentina Boscolo Zemello, rappresentante legale della Zeta Srl; Antonio Scuttari, rappresentante legale della Clodiense Opere Marittime; Carlo Tiozzo Brasiola, rappresentante legale della Somit Srl; Luciano Boscolo Cucco, rappresentante legale de La Dragaggi Srl; Dimitri Tiozzo, rappresentante legale della Tiozzo Gianfranco Srl; Juri Barbugian, rappresentante legale della Nautilus Srl; Erminio Boscolo Menela, rappresentante legale della Boscolo Sergio Menela e Figli Srl.

Le indagini della Guardia di Finanza di Venezia, allargatesi a numerose altre società, avrebbero fatto emergere un ruolo dominante e discrezionale del Consorzio 'Venezia Nuova' - in primis, dell'allora presidente Giovanni Mazzacurati - nella gestione dei lavori del Mose e di tutte le opere ad esso correlate.

Ruolo che avrebbe permesso di agevolare alcune imprese a scapito di altre; e ciò grazie ad assegnazioni di lavori "fuori quota", i quali esulano dai principi del cosiddetto "prezzo chiuso" e delle assegnazioni in relazione alle rispettive quote di spettanza. I finanzieri hanno così individuato il ruolo centrale, nel meccanismo della presunta distorsione del regolare andamento degli appalti, dell'ex presidente Mazzacurati.


Secondo l'accusa, predeterminava la spartizione delle gare allo scopo di garantire il monopolio di alcune imprese sul territorio veneto, di "tacitare" i gruppi economici minori con il danaro pubblico proveniente da altre pubbliche amministrazioni e quindi di conservare a favore delle imprese "maggiori" il fiume di danaro pubblico destinato al Consorzio Venezia Nuova.

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