Patenti con l’auricolare, coinvolta anche Brescia

Sgominata dalla Polizia Stradale di Trento una banda di pakistani, egiziani, indiani e cinesi che, a fronte di un pagamento tra i 1.500 e i 4.000 euro, consentiva ai connazionali di passare l'esame di teoria. La banda ha agito da Nord a Sud grazie ad auricolari e microtelecamere per leggere le domande.

È stata sgominata la banda di cittadini pakistani, egiziani, indiani e cinesi che favorivano connazionali nell’esame di teoria per la patente grazie a un sofisticato sistema audio-video collegato al cellulare del candidato munito di auricolare e microtelecamera per visualizzare le domande.


I fornitori del materiale elettronico era un egiziano di Bergamo, nonché alcuni pakistani di Ravenna, Carpi e Brescia, “inventori” di un sistema da 100mila euro al mese e che ha consentito di “strappare” più di 50 patenti immeritate, di cui è in corso l’annullamento. Tutti finiti in carcere con per associazione a delinquere e falso ideologica di certificati. 


Per poter usufruire dell’aiutino, i candidati – che non conoscevano la lingua italiana – pagavano dai 1.500 ai 4mila euro.

A sgominare la banda la Polizia Stradale di Trento; l’operazione si è conclusa con 3 persone arrestate e 8 ai domiciliari. 
 

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