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Il primo sindaco d’Italia di Casa Pound? È bresciano

Andrea Bianchi, primo cittadino del Comune Bassaiolo, difende la sua scelta, frutto di una lunga riflessione.

«Alcuni mesi fa mi sono avvicinato a CasaPound Italia, ho chiesto se la mia fede cattolica potesse essere o meno conciliabile con il movimento e, ricevendo riscontro positivo direttamente dai vertici, mi sono tesserato. Tutto qui.» Con queste parole Andrea Bianchi, primo cittadino di Trenzano, commenta le tante critiche ricevute in seguito alla notizia della sua adesione al movimento di estrema destra. È il primo sindaco d’Italia a fare questo passo, e pare non voglia fermarsi a questo visto che ha detto che gli piacerebbe entrare in Parlamento. 

La decisione di Bianchi ha provocato forti polemiche nel mondo politico bresciano. Più di tutti, il deputato Luigi Lacquaniti ne ha chiesto le dimissioni, promettendo un’interrogazione al Ministro dell’Interno. Dal canto suo il sindaco (che non si definisce «né razzista, né antisemita, né violento» si difende, e lo fa con un lungo messaggio che pubblichiamo integralmente.  

«Io oggi penso che la sicurezza del popolo italiano debba essere al primo posto delle priorità dello Stato e che i confini, la cittadinanza e la bandiera debbano più che mai essere difese e non essere messe continuamente in discussione.
Io oggi penso che privato e pubblico debbano insieme concorrere nella crescita della Nazione in un sistema rigidamente regolato, affinché il legittimo perseguimento dell'interesse privato non possa mai nuocere al preminente interesse pubblico e sociale. Anche per questo io oggi penso che servizi essenziali come l'acqua, l'energia, le comunicazioni, i trasporti, la sanità, l'istruzione non debbano essere completamente privatizzati, ma al contrario che lo Stato abbia il dovere categorico di organizzarli in favore di tutti i propri cittadini perseguendo non l'utile, ma esclusivamente l'efficienza e la parità sociale nell'accesso ad essi.
Io oggi penso che lo Stato debba tornare ad essere autorevole esempio e farsi carico di infondere nuovamente il senso di responsabilità in ogni suo cittadino, valorizzando i talenti di ognuno, premiando i meritevoli e correggendo gli erranti.
Io oggi penso che lo Stato, prima di garantire condizioni di vita dignitose ad ogni cittadino del mondo, presente più o meno legittimamente sul territorio nazionale, le debba garantire a tutti gli #italiani e che la solidarietà non debba essere imposta ai contribuenti, ma tornare ad essere una spontanea propensione dei singoli cittadini nei confronti della Nazione e dei propri connazionali.
Io oggi penso che non sia con la riesumazione dei cimeli, l'ostentazione della gestualità o le infantili goliardate riferite al Ventennio che si possa iniziare a sistemare le cose, ma con l'ardito e rivoluzionario agire di chi sogna di tornare a far parte di un #popolo sovrano e padrone del proprio destino.
É solo per coerenza a tutto ciò che oggi penso, e non per null'altro, che alcuni mesi fa mi sono avvicinato a CasaPound Italia, ho chiesto se la mia fede cattolica potesse essere o meno conciliabile con il movimento e, ricevendo riscontro positivo direttamente dai vertici, mi sono tesserato. Tutto qui

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