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Trenzano e il parco fotovoltaico che nessuno vuole: «Ma quei due milioni sono vitali»

Coldiretti e Legambiente contro il progetto comunale (con bando prima e trattativa privata poi) per la costruzione del parco fotovoltaico della Barbaresca. Alle incognite ambientali si aggiungono quelle economiche

Il parco fotovoltaico della Barbaresca a Trenzano non sembra aver attirato a sé pareri troppo positivi. In realtà è ancora un progetto, si lavora sul bando e su chi effettivamente porterà a compimento l’operazione, 100mila mq di pannelli in piena pianura e in piena campagna, per una capacità produttiva di circa 6,5 megawatt. “Il progetto è una bestemmia – fanno sapere dalla Coldiretti – Un conto è ricorrere al fotovoltaico senza rubare prezioso terreno all’agricoltura, un altro è pensare di intervenire spazzando via indiscriminatamente ettari ed ettari di suolo destinabile a produzioni agroalimentari”.

Un’opinione condivisa, anche da Legambiente: “Il progetto è destinato ad infliggere un’ulteriore ferita all’ambiente, e in particolare al territorio agricolo. Ribadiamo il nostro convinto consenso al fotovoltaico su tetti e strutture esistenti, ma ribadiamo la nostra netta contrarietà al fotovoltaico su terreni coltivati”. La decisione comunale di escludere la VIA Valutazione d’Impatto Ambientale ha già scatenato poi la prima possibile conseguenza, un ricorso al Tar non appena il progetto si farà concreto.

Oltre all’incognita ambientale non sono da sottovalutare i diversi punti interrogativi riferiti alla questione economica, dalla parte dei finanziamenti e dei mutui fino agli incentivi statali, per non parlare del prezzo che verrà pagato dal gestore in via di accordo. Ma l’amministrazione continua sulla sua strada, si proverà anche con una trattativa privata: “Quei 2 milioni garantiti dal parco – ha detto il primo cittadino Andrea Bianchi – sono fondamentali per risanare la difficile situazione finanziaria ereditata dagli esecutivi del passato”.

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