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Sub morto nel Garda: tentava di battere il record di Pedrali

Con addosso addirittura nove bombole d’ossigeno il 38enne polacco voleva entrare nella storia, qualcosa però è andato storto.

Con il passare delle ore sono diventati sempre più definiti i contorni della vicenda che ha portato alla morte del subacqueo polacco di 38 anni deceduto nel Garda: voleva battere il record mondiale del bresciano Luca Pedrali (di Castelcovati), scendendo dunque oltre i 275 metri di profondità. 

Waclaw Lejko è deceduto venerdì 22 settembre nelle acque antistanti Campione del Garda. Il suo corpo è stato recuperato molte ore dopo la scomparsa da un robot subacqueo filoguidato dalla superficie, si trovava a 273 metri di profondità. Il sub, militare di professione nelle forze armate polacche, era tutto fuorché un dilettante o uno sprovveduto, ed è deceduto nel tentativo di battere il record mondiale che già più volte in passato aveva detenuto, e gli era stato recentemente strappato da Pedrali. 

Il 16 giugno Waclaw Lejko scese fino a 233 metri di profondita?. Meno di un mese dopo, il 5 luglio, il record venne battuto dal connazionale Sebastian Marczewski che, sempre sul Garda, è sceso a 241 metri. Accettata la sfida, Waclaw Lejko ha registrato un nuovo prima a 249 metri il 27 agosto, salvo poi cedere il passo a Pedrali lo scorso 17 settembre (-264,8 metri). 

Nel nuovo tentativo di stabilire il record qualcosa è andato storto, e Waclaw Lejko ha perso la vita. Saranno le immagini della videocamera che aveva con sé a poter dare le risposte che in tanti stanno cercando, per cercare di capire il problema che ne ha impedito la riemersione. La salma attende l’autopsia presso l’ospedale di Gavardo. 

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