Lui era una lei, lei era un lui: poi è scoppiato l'amore

Jack e Chloe, 25 e 22 anni, convivono in un appartamento di Gardone Valtrompia. Si sono conosciuti su Facebook e ora stanno affrontando insieme il percorso per cambiare sesso

Jack e Chloe © Bresciatoday.it

Chloe e Jack non abitano nella casa del Grande Fratello. Vivono al di qua del tubo catodico, in un appartamento di Gardone Valtrompia. Abitano con la famiglia di Jack, nato 25 anni fa nel comune bresciano con un altro nome. Per l’anagrafe è Jessica, ma lui vuole chiamarsi Jack. Per questo ha cominciato un percorso di transizione costellato di psicologi, psichiatri, avvocati e cure a base di testosterone. La tappa finale è una complessa operazione per cambiare sesso: da donna a uomo. Un requisito necessario per cambiare il proprio nome sui documenti ed evitare discriminazioni in ambito lavorativo. Sarà un giudice a stabilire se potrà fare il cambio di genere, per questo Jack si è rivolto allo studio di avvocati Auditore - Briguglio di via Solferino a Brescia. 

Chloe, la sua compagna, è invece già in lista d’attesa per fare l’operazione inversa - da uomo a donna - ma ci vorranno almeno due anni. Fino ad allora sui suoi documenti ci sarà scritto un nome maschile. Non proprio un biglietto da visita gradito nel mondo del lavoro. Chloe nasce come Samuel sull’Isola d’Elba, nel 1993. Tredici anni dopo si trasferisce a Grosseto e in seconda liceo lascia la scuola. Gli insulti, l’emarginazione, l’indifferenza: un carico troppo pesante da sopportare. Trova lavoro in un ristorante e tutto fila liscio finché non comincia il suo percorso di transizione. I titolari del locale non le dicono nulla ma: “ Ero diventata l’attrazione del ristorante - racconta Chloe- la gente veniva apposta per vedere me, come se fossi un fenomeno da baraccone. Mi sentivo gli occhi sempre puntati addosso a alla fine ho lasciato il posto.”

Ha conosciuto Jack poco dopo, grazie alla moderna incarnazione di Cupido: Facebook. “Ho messo un like tattico ad una foto di Jack - racconta-  e poi abbiamo cominciato a scriverci. Ci siamo piaciuti, ci siamo scambiati parecchi messaggi e alla fine abbiamo deciso di incontrarci. In pochi mesi ci siamo innamorati e io sono venuta ad abitare a Gardone per stare con lui.” Jack lavora in un fast food e non ha nessun problema né con i colleghi, né con i gestori. Sulla divisa ha scritto il nome che si è scelto.

Chloe invece ha faticato parecchio prima di trovare un posto come cameriera in fast food che aprirà a breve. Ha lavorato in prova in un negozio di abbigliamento e in una pizzeria d’asporto, ma non è mai stata assunta. “Facevo alcuni giorni di prova e finché non dovevo presentare la carta d’identità non c’era nessun problema - racconta -. Quando scoprivano che mi chiamo Samuel cominciavano ad emarginarmi e alla fine non mi prendevano”

“Per la società è molto più difficile accettare la transizione da uomo a donna, rispetto al contrario - interviene Jack -. Io non ho mai avuto problemi con il lavoro. Fino a poco tempo fa facevo l’imbianchino con il compagno di mia madre. La mia famiglia mi è sempre stata molto vicina, mia madre mi ha sempre comprato i boxer. Ho appena cominciato il percorso di cambiamento, da soli non è facile da affrontare, ma Chloe mi è sempre stata vicina. C’è molta complicità tra noi: viviamo le stesse difficoltà e conosciamo perfettamente cosa l’altro sta provando”.

Chloe si è tatuata sul collo la parola Family. Formare una famiglia come tutte le altre è tutto ciò che Jack e Chloe desiderano. Tutto quello per cui ogni giorno combattono.

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