Traffico illecito di rifiuti: arrestato imprenditore, società sotto sequestro

Nel lungo elenco dei 20 arresti per la maxi-inchiesta sul traffico e lo stoccaggio illecito di rifiuti c'è anche l'imprenditore Guglielmo Mattei di Padenghe sul Garda

Foto d'archivio

Non è indifferente il ruolo bresciano nella maxi-inchiesta sul traffico e lo stoccaggio illecito di rifiuti, non solo urbani ma anche rifiuti industriali e pericolosi, che ha portato all'arresto di 20 persone, il sequestro di beni per oltre 1 milione di euro, sigilli a capannoni e discariche abusive in tutto il Nord Italia. Anche in provincia di Brescia: nel lungo elenco ci sono capannoni anche a Pontevico e Torbole Casaglia, siti di stoccaggio dove sono stati individuate più di 1700 tonnellate di rifiuti.

Un gardesano in manette

Nel caso di Torbole (dove erano stoccati inerti, plastica e legno) è stata la proprietaria del capannone a denunciare l'anomalia, dopo essersi accorta che la società a cui era stato affittato vi “parcheggiava” rifiuti. Sia Torbole che Pontevico erano entrambi affidati all'azienda Geo Risorse, amministrata dall'imprenditore Guglielmo Mattei, 66 anni e originario di Padenghe sul Garda: anche lui è stato arrestato, ora ai domiciliari.

Un volto noto della giustizia, con svariati precedenti per truffa, ricettazione e appropriazione indebita: la sua società, ora sequestrata dalla Procura, gestiva anche l'impianto di San Massimo a Verona, dove in pochi mesi sarebbero stati stoccati più di 11mila metri cubi di rifiuti, per lo più rifiuti solidi indifferenziati urbani. A Pontevico invece erano celati anche rifiuti speciali e industriali.

Gli altri capannoni

Gli altri capannoni sequestrati, riconducibili ad altri imprenditori arrestati, si trovavano a Tabellano, in provincia di Mantova, e poi a Gessate, Cornaredo e alla periferia di Milano, e ancora a Meleti, in provincia di Lodi. Ingenti i ricavi degli affari illeciti: a fronte di un costo di 2500 euro per ogni camion carico di rifiuti, il profitto variava tra i 500 e i 1000 euro a spedizione, più variabili dai 600 agli 800 euro di guadagno per il trasportatore.

Soldi facili, un mercato fiorente

“Noi facciamo tre viaggi al giorno e guadagniamo 1800 euro”: questo quanto diranno i due fratelli (già arrestati) della ditta di autostrasporti che scaricheranno rifiuti anche negli impianti bresciani. Soldi facili e un mercato fiorente. Basta pensare che il conferimento di rifiuti a un termovalorizzatore costa fino a 280 euro a tonnellata, mentre con il meccanismo illecito si va da 90 a 150 euro. “Questo mestiere – ha detto il procuratore capo di Milano, Francesco Greco – ormai condiziona parte dell'economia italiana. Se non si riattiva una filiera virtuosa, il fenomeno continuerà ad amplificarsi”.

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