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Cronaca Collebeato

Traffico di rifiuti tossici: 9 persone nei guai, tra loro anche due imprenditori bresciani

Un 'affare' da oltre 5 milioni di euro

Nove persone denunciate, perché ritenute responsabili - a vario titolo -  di ricettazione ed attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti. È il bilancio delle indagini condotte dai carabinieri forestali di Vobarno e Marcheno - coordinate dalla procura di Brescia - che erano scattate nel 2020. Le attività criminose - commesse dal 2017 ad oggi - avrebbero fruttato oltre 5 milioni di euro di profitti illeciti. 

L’attività investigativa ha consentito di individuare sei persone, tutte appartenenti ad un medesimo gruppo di nomadi residenti in provincia di Piacenza e titolari di altrettante imprese fittizie. Aziende formalmente operanti nei settori dell’autotrasporto e del commercio di autoveicoli, ma che in realtà svolgevano attività di raccolta, trasporto, stoccaggio ed intermediazione di rifiuti speciali pericolosi, classificati come tossico-nocivi ed ecotossici. Nel dettaglio, si tratta di 5.000 tonnellate di batterie al piombo esauste. 

Le batterie venivano stoccate nei campi nomadi di numerose province del nord e del centro Italia e poi rivendute illegalmente a terze aziende operanti nel settore del recupero di rifiuti, eludendo totalmente del sistema di tracciabilità obbligatorio previsto dalla legge.

Tra gli indagati c'è anche titolare di una società di Collebeato. Per gli inquirenti sarebbe il principale acquirente delle batterie, che riceveva senza rispettare le norme di sorveglianza obbligatoria ed essendo consapevole della loro origine delittuosa. È accusato di ricettazione. Della stessa accusa dovrà rispondere anche un dipendente dell'azienda: per gli investigatori si occupava di prelevare i rifiuti stoccati presso i vari campi nomadi, accompagnandoli con formulari di trasporto falsi.

La società di Collebeato si riforniva di batterie esauste anche dal titolare di due ditte di Gussago formalmente dedite alla vendita di carrelli elevatori. Anche lui è stato denunciato: per gli inquirenti effettuava attività di recupero di veicoli fuori uso in assenza delle necessarie autorizzazioni e stoccava i rifiuti derivanti da tale attività all’interno di un piazzale occupante di 1.500 mq, che ora è sotto sequestro.

Ulteriori accertamenti svolti dai carabinieri hanno determinato sanzioni per oltre 40mila euro nei confronti dei 9 denunciati. 

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