Cronaca

Scandalo Lautari e omicidio di Bedizzole: “Bonomelli e Stabile si conoscevano da 20 anni”

Pozzolengo: a seguito dell'arresto di Giovanni Bonomelli, accusato di rapporti sessuali con una minorenne, emergono nuove piste relative al giallo di Bedizzole, l'omicidio di Tiziano Stabile

Tiziano Stabile, freddato a Bedizzole con un colpo di pistola

Emergono nuove piste sulle indagini relative all’omicidio di Tiziano Stabile, il 54enne di Rivarolo Mantovano freddato lo scorso novembre a Bedizzole: forse un regolamento di conti, legato ad un passato burrascoso fatto di droga e sequestri, e un giallo che ad oggi risulta ancora irrisolto.

Nuovi riscontri in arrivo infatti a seguito di un altro arresto, quello di Giovanni Bonomelli, il 62enne ex presidente della Comunità Lautari di Pozzolengo che sarebbe accusato di rapporti sessuali ripetuti con una 16enne, ospite tra l’altro della stessa comunità. In manette anche un’altra ospite, Michela Righetti, accusata di complicità con lo stesso Bonomelli.

E se l’arrestato al primo interrogatorio si è avvalso della facoltà di non rispondere, gli inquirenti ricostruiscono tasselli importanti. Proprio partendo da un’intercettazione ambientale relativa alle indagini sull’omicidio  di Bedizzole era infatti stato possibile costruire i capi d’accusa poi imputati al fondatore della comunità di recupero di Pozzolengo.

Lui e Stabile sarebbero stati conoscenti di vecchia data: secondo gli investigatori i due vivevano “una forte frequentazione”, spesso in compagnia della ‘complice’ Righetti. Bonomelli era stato già stato arrestato (e poi assolto) circa una ventina d’anni fa, per una frode nel traffico di rame: proprio allora, secondo i Carabinieri, Stabile e Bonomelli si sarebbero conosciuti, avviando un rapporto di amicizia lungo due decenni.

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