Cronaca

Floating Piers: la corte dei conti apre un'indagine sui costi

Qualche settimana fa l'esposto del Codacons volto a comprendere quanto l'opera sia costata alla collettività, ora l'inchiesta della procura contabile chiarirà se sono state sprecate risorse pubbliche

Sui social impazzano ancora i selfie scattati sulla passerella più calcata d'Italia, quella realizzata dall'artista bulgaro Christo sul lago D'Iseo (1,3 milioni di visitatori in 16 giorni) Tra i membri dell'associazione dei consumatori non c'è però traccia della romantica nostalgia che affligge i Floating Piers dipendenti.

Smaltita l'euforia, fa capolino la razionalità: quanto ci è costata la passerella galleggiante che per due settimane ha collegato Sulzano con Monte Isola? Alla domanda, sollevata dall'associazione dei consumatori, risponderà la procura contabile.  

L'esposto, presentato dal Codacons qualche settimana fa, è mirato a capire quali siano stati i costi sostenuti dagli enti locali per l'organizzazione dell'installazione artistica sul Lago d'Iseo, perchè a partire dall'inaugurazione dell'opera - si legge in una nota - si registrarono disagi su più fronti, che hanno causato costi non indifferenti a carico della collettività: dai servizi di soccorso alle evacuazioni e al blocco dei treni, passando per la gestione della sicurezza e dell'ordine pubblico. Costi che - per il Codacons - potrebbero rappresentare uno spreco di pubbliche risorse. 

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