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Thailandia: arrestato finanziere bresciano latitante dal 2009

L'uomo, 38 anni, era ricercato in quanto sospettato di essere a capo di un'organizzazione che facilitava l'immigrazione clandestina

Un finanziere bresciano già destinatario di un'ordinanza di custodia cautelare per traffico di permessi di soggiorno è stato arrestato due giorni fa a Chiang Mai (nord della Thailandia) in un'operazione della polizia thailandese su segnalazione delle autorità italiane.

L'uomo, 38enne, è sospettato di attività illecite tramite la società fittizia che aveva creato in Thailandia, dove si era rifugiato da cinque anni - con un visto di studio - per sfuggire alla giustizia italiana. Nel 2011, il tribunale di Milano gli aveva confiscato 50 milioni di euro tra un centinaio di terreni e unità immobiliari in Lombardia e Romagna. Nel 2009, quando era già in Thailandia, era sfuggito all'ordinanza di custodia cautelare in un'operazione che aveva portato all'arresto di una decina di persone, sospettate di intrattenere legami con la criminalità organizzata.

Secondo gli inquirenti, in Italia il 38enne era a capo di un'organizzazione che facilitava l'immigrazione clandestina. Con un sistema di società cartiera, creava situazioni creditorie fittizie nei confronti di extracomunitari che pagavano per il permesso di soggiorno, acquisendo presso istituti di credito dei finanziamenti che venivano poi incassati dall'organizzazione.

Al momento, l'italiano è detenuto nel centro di detenzione dell'Immigrazione thailandese. Secondo il generale maggiore Chitsanupong Yuktathad, vice responsabile della polizia thailandese con competenza per l'immigrazione, "il visto dell'uomo è stato revocato e presto lo deporteremo in Italia".

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