"Solo per caso non ero al Bataclan di Parigi"

La testimonianza di un giovane bresciano che spiega come solo il caso non l'abbia portato ieri sera nella sala concerti di Parigi colpita da uno degli attentati terroristici nella capitale francese

Il Bataclan dopo la sparatoria

BRESCIA - Solo un caso, che nella fattispecie ha preso le forme del lavoro, l'ha tenuto lontano da un fine settimana nella capitale francese, con un programma che prevedeva anche di assistere al concerto degli Eagles of Death Metal al Bataclan, uno dei centri colpiti dagli attentati di ieri.

Nel locale c'era il tutto esaurito. A un certo punto un gruppo di terroristi ha gridato "Allah è grande" e ha aggiunto frasi sulla Siria per poi aprire il fuoco sul pubblico, provocando una carneficina: sono morte un centinaio di persone e moltissime sono ferite gravemente. I terroristi hanno ucciso le persone una a una, come in un'esecuzione.

E Gianluca, giovane bresciano originario della Franciacorta ma residente in città, fidanzato da un anno e mezzo con una ragazza parigina, non era là per una semplice coincidenza. Ecco il suo racconto.

Gianluca, sappiamo che ieri saresti dovuto essere al Bataclan...

Sì. Sono fidanzato da un anno e mezzo con una ragazza di Parigi, e solitamente, in periodi non festivi, ci vediamo ogni due o tre settimane. Generalmente mi sposto io da lei: entrambi amiamo molto la capitale francese, ci piace frequentarla e viverla: è straordinaria. Grazie alla sua presenza, inoltre, la viviamo esattamente come cittadini, e non come turisti: andiamo al cinema, nei ristoranti particolari o ai concerti. E solo un caso ha voluto che ieri sera non fossi al concerto del Bataclan: conosco da tempo gli Eagles of Death Metal, sono parte della mia "formazione" indie-rock. Ci sarei andato, come sarei stato a Parigi questo fine settimana, se solo all'ultimo non mi avessero trattenuto degli impegni di lavoro che mi hanno costretto a posticipare il viaggio alla prossima settimana. 

Come ti sei sentito ieri? Che notizie hai ricevuto dalla tua fidanzata?

Io, come dicevo, ero impegnato in un appuntamento di lavoro quindi non ero al corrente di ciò che stava accadendo. Poco dopo le 22 lei mi ha scritto, raccontandomi e dicendomi che stava bene. Sono rientrato a casa immediatamente: mi sono collegato in chat con lei ed entrambi siamo rimasti sino alle 4 di questa mattina incollati a France 24, il canale di diretta news. Contemporaneamente consultavamo altre fonti su tablet e cellulare per cercare di ricostruire il più possibile la situazione, le informazioni erano molto frammentarie. Entrambi ci siamo commossi alle lacrime: quelle colpite dai terroristi sono zone che frequentiamo spesso, e in cui non di rado abbiamo anche soggiornato. 

Cosa provi ad assistere a queste tragiche vicende da qui?

Sono distrutto. Non riesco a pensare che lei ogni giorno prenda i mezzi a Parigi, per lavoro o per svago. L'idea che dal nulla, all'improvviso, mentre conduce una vita assolutamente normale le possa accadere qualcosa, è inaccettabile. Naturalmente là sono tutti sconvolti, la mia ragazza me lo ripete in continuazione: suo padre, questa mattina, come prima cosa è andato a donare il sangue. Pare che i francesi siano molto più sconvolti oggi rispetto a gennaio, quando ci fu l'attentato alla sede di Charlie Hebdo. Nessuno intende ridimensionare l'accaduto, intendiamoci, ma allora la percezione fu di un gesto espressamente indirizzato contro un simbolo. Mentre quello delle ultime ora sembra proprio un atto intenzionale contro la vita occidentale in generale, nei confronti di ciò che facciamo ogni giorno. La tensione è alle stelle.

Tu dovresti andare a Parigi il prossimo fine settimana quindi...

Il programma sarebbe quello, ma è tutto da vedere. Da un lato lei è preoccupatissima e non vuole che mi muova, dall'altro pensiamo che sarebbe la nostra vittoria contro chi ci vorrebbe impauriti e chiusi in casa: lei stessa non vuole rinunciare alla sua vita quotidiana, ai caffè con le amiche o ai concerti nei locali. E nemmeno io. In ogni caso valuterò, perché le notizie sono in continua evoluzione. E di certo non sono buone. Il quadro futuro mi sembra sempre più inquietante. 

Come hanno reagito i tuoi amici pensandoti a Parigi?

Ho ricevuto decine di messaggi e telefonate da amici e parenti preoccupati per le mie e le sue sorti. Sono stati tutti molto carini e ci hanno espresso grande vicinanza. 

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Troppa nebbia, esce di strada e finisce nel canale: muore annegato nella sua auto

  • Un paese fantasma: chiude l'ultimo negozio, a rischio anche l'unico bar

  • Dramma in una cascina: trovato morto uomo di 56 anni

  • Ragazza di 16 anni in ospedale: "E' lo stesso Meningococco di Veronica"

  • Tragedia avvolta nel mistero: cadavere trovato in autostrada, lungo la corsia di sorpasso

  • Una sterzata disperata, poi lo schianto contro l'albero: così è morta Celeste

Torna su
BresciaToday è in caricamento